Salvare il mondo (anche) con un'asta, ci prova Leonardo Di Caprio

Per promuovere le sue battaglie in difesa della natura e dell'ambiente Di Caprio diviene anche banditore d'asta. Dopo le ultime fatiche sul set cinematografico l'attore si è preso un momento di pausa dalla recitazione con il preciso intento di "fare qualcosa di buono per l'ambiente." L'idea è semplice e si spera che possa portare un'iniezione di liquidità nelle casse della Fondazione Leonardo Di Caprio, intenta a promuovere progetti legati alla salvaguardia della fauna selvatica ed alla sostenibilità ambientale, la conservazione delle foreste e il diritto di accesso all'acqua.

11 Hour Auction, un'asta di beneficienza in collaborazione con Christie's, che andrà in scena il 13 maggio con pezzi donati da più di 30 tra i più importanti artisti viventi. L'obbiettivo, il goal, è raccogliere circa 25 milioni di euro, come è successo qualche mese fa quando la fondazione è corsa in aiuto del Los Angeles County Museum of Art (LACMA) nella raccolta di 3 milioni di euro per un nuovo museo dedicato al cinema.
Questa volta però l'arte si muove per l'ecologia:

"Oggi solo il 2% dei nostri oceani e il 12% delle nostre foreste e terre incolte sono protetti. La natura è abbondante ed è resistente, ma dobbiamo agire ora per proteggere il nostro pianeta prima che sia troppo tardi. Dato che meno del 2% della beneficienza filantropica va a progetti di conservazione ambientale, siamo grati a Christie's e agli artisti partecipanti"

Kai Althoff, Banksy (suo l'elefante in equilibrio con un missile sulla sua schiena, stimato circa 80-100.000 dollari), Peter Beard, Carol Bove, Joe Bradley, Cecily Brown, Dan Colen, George Condo, John Currin, e molti altri gli artisti che hanno aderito, chi donando una vecchia opera, chi realizzando appositamente qualcosa.

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