Manet e Tiziano, due capolavori a confronto al palazzo Ducale di Venezia


L'Olympia sta alla Venere di Urbino come un'ottima interpretazione dai risvolti complessi al suo illustre modello. Ecco il senso dell'avvicinamento fisico organizzato in occasione del primo spostamento del quadro francese, che a partire dal Museo d'Orsay di Parigi, nel quale ha soggiornato quasi esclusivamente nell'ultimo secolo e dal quale ha fatto rotta verso la Serenissima per raggiungere le sale della grande mostra di Manet al Palazzo Ducale di Venezia.
Ritornare alle radici italiane di Manet implica un necessario confronto con quei maestri transalpini il cui influsso sul francese è molto spesso trascurato a favore degli omologhi spagnoli come Goya. Perché la dolce e voluttuosa dea di Tiziano inspiro' indubbiamente la ben più contemporanea e scandalosa Olympia, eroina del sito olympiamanet.com. Un simbolo dallo sguardo oscuro, che nella volontà del suo autore si offre senza sovrastrutture allegoriche, nei suoi pieni attributi di soggetto in vetrina, adagiato sul significativo scialle giallo che indicava la professione delle filles de joie di lusso, ed estremamente consapevole nel suo gioco di dominazione che coinvolge lo spettatore chiamandolo in causa come potenziale cliente. Ed ecco che la vicinanza estetica diventa enorme lontananza concettuale, un fossato tra i passivi oggetti del piacere offerti e l'attiva Olympia, inizialmente realizzata per Salon des Refusés del 1863 e poi svelata solo due anni dopo, che interroga e sciocca con il suo sguardo diretto che riassume un universo sottinteso in quelle pupille fisse e lascia scorrere tra le due bellezze secoli di storia dell'arte.

Sarà emozionante vedere riunite, in particolare, la dirompente Olympia di Manet (1867) – opera che lascia per la prima volta la Francia – e la sublime Venere di Urbino di Tiziano (1538) prestata eccezionalmente dalla Galleria degli Uffizi: il dipinto che l’artista ammirò a Firenze e da cui trasse ispirazione per raffigurare la sua sfrontata “femme de plaisir”.
Un confronto “storico” tra due diverse “modernità”, tra due icone dell’arte universale...

Reportage del trasporto e dell'installazione in loco alla pagina facebook della Fondazione Musei Civici di Venezia facebook.com/media/set

Via | mostramanet.it

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