Critici d'arte per L'Aquila, ieri il corteo

Più di 500 critici d'arte, professionisti di tutta Italia, hanno sfilato ieri all'Aquila per L'Aquila. Incuranti di pioggia e interperie.


I critici d'arte
sono scesi in campo ieri in un corteo perché l'Aquila viva o meglio torni a nuova vita, presente anche il nuovo ministro dei beni culturali Massimo Bray. Sotto la pioggia battente hanno scandito i passi di un tempo che all'Aquila sembra essersi immobilizzato in quel drammatico 6 aprile del 2009. Ma perchè, cosa succede? Un bel niente succede, ecco la più semplice verità. La ricostruzione della città è ferma, gli appelli del sindaco inutili. Sindaco che tra l'altro a breve lascerà la fascia e toglierà i tricolori dagli uffici comunali a mo' di gesto emblematico, che la dice sinceramente tutta, senza aggiungere tanto altro.

Siamo stufi di andare col cappello in mano a pietire i nostri diritti. Se entro 15 giorni non arrivano i fondi attesi da dicembre me ne andrò. All'Aquila vengano Napolitano, Letta e sottosegretari a parlare con la gente, noi non ce la facciamo piu.

Queste sono le parole amare del sindaco. Ma non sono solo il primo cittadino e i cittadini dell'Aquila a sentire sulla pelle la questione dei mancati fondi. Questa è una tematica che interessa in realtà tutta l'Italia, e il patrimonio culturale e artistico italiano, e proprio per questo motivo anche gli storici dell'arte sono scesi per la prima volta direttamente in strada, per lottare, anche solo per farsi notare o ascoltare. Questo è il primo nostro corteo nella storia della Repubblica italiana. Qui è l'Italia, L'Aquila non è solo una questione dell'Abruzzo, è una questione nazionale. A parlare è uno degli addetti al settore arrivato all'Aquila per la manifestazione.

Questi sono luoghi feriti in profondità. Sono colpito e turbato.

Ha dichiarato poi il Ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray. E ha continuato:

Queste comunità sono state private della loro storia, dei loro luoghi e delle tracce della loro memoria.

Dopo una domanda sui fondi per la ricostruzione dei siti dell'Aquila ha infine affermato:

Troppo facile dire faremo di tutto. Sto cercando di capire per farmi un'idea. Mi sembra che il ministero abbia competenze e risorse di grandissima qualità.


L'Aquila rischiava ed è ancora una nuova Pompei
. Bisogna evitare che diventi solo una Disneyland, ha detto poi lo storico d'arte Salvatore Settis.

Via | Informazione Libera

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