Cy Twombly alla Galleria d'Arte Moderna: da vedere

Quattro Stagioni: Autunno - 1993/19955 - © Cy Twombly

L'avevamo segnalata e la confermo come una delle mostre, per chi passa per Roma, da vedere. Cy Twombly alla Galleria d'Arte Moderna di Roma, evento curato da Nicholas Serota che come l'artista figura nella Power 100 di ArtReview, mi è piaciuta non solo per la scelta delle opere esposte, ma anche per l'allestimento. Mi aspettavo di trovare spazi più ridotti, confusi e poco luminosi, come in altre occasioni, ma non è così. Inoltre il percorso è stato studiato partendo dalla produzione recente per arrivare ai lavori realizzati dall'artista negli anni Cinquanta. Questo per dimostrare la coerenza dell'arte di Twombly nel corso del tempo, segnata dall'amore per la poesia, la mitologia classica, la luce e i paesaggi del Mediterraneo che coincidono con il trasferimento in Italia.

Ci sono 10 sezioni in totale, con pannelli esplicativi che indicano le diverse fasi attraversate da Twombly, ma soprattutto per le prime tre sale, su cui mi soffermo, penso ci si debba abbandonare al senso della vista, dato che i segni e i colori espressi dall'artista sono bellissimi.

La prima sala contiene i lavori realizzati nell'estate del 2005, mentre l'America è in guerra in Iraq, e sono dedicati al tema di Bacco. Twombly è mosso da impulso estatico e le otto grandi tele, che giocano con la doppia natura del dio, grondano di colore, dove il rosso è il colore del vino ma anche del sangue. C'è anche il tema della calligrafia che ricorda i graffiti e le incisioni degli inizi (queste opere si trovano nelle ultime sale e dimostrano la coerenza ricercata nella mostra). In questa sala si trova anche "Turkish Delight", una delle rare sculture colorate di Twombly (devo dire davvero colorata).

La seconda sala propone, tra sculture e tele, la versione delle "Quattro stagioni", realizzata quando l'artista aveva superato i sessant'anni, dimostrando una capacità creativa che migliora negli anni, anziché esaurirsi.

Nella terza sala si trovano i tre dipinti "Untitled" realizzati nel 1985 e incentrati sul paesaggio di Bassano in Teverina. Vengono presentati per la prima volta in questa occasione. Ed è qui che si trova il dipinto più bello, per me, dell'intera mostra "Hero and Leandro". L'opera trae spunto da un amore tragico, quello narrato nella mitologia classica, dove Leandro annega mentre tenta di attraversare a nuoto l'Ellesponto per rivedere Ero, la sua amata, che si getta poi nel mare una volta visto il corpo senza vita di Leandro. Twombly lo racconta con pennellate dall'andamento ondulato, come il mare che li ha inghiottiti, un mare spumoso.

Più si risale la mostra, più ci si allontana dalle eiaculazioni di colore, che lasciano il posto al collage, alle citazioni, al graffio, al bianco e nero fino al primitivo degli inizi.

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