A Napoli con il Tempo interiore di Rosy Rox vincitrice di Un'opera per il Castello

Lo spazio della memoria. La memoria dello spazio con Rosy Rox al Castel Sant'Elmo di Napoli.


La lunga storia di uno dei tre grandi castelli napoletani (insieme al Castel dell'Ovo e al Maschio Angioino) vine scandito attraverso il tempo interiore di Rosy Rox, vincitrice della II edizione del Concorso Un'opera per il Castello. Questa commistione di accadimenti e di interpretazione artistica, che sarà presentata alle 18.00 di oggi, venerdì 24 maggio 2013, da modo di riflettere sul passato millenario di una delle più note metropoli affacciate sul mediterraneo, intrecciandosi a meraviglia con i progetti dei dieci finalisti, che offrono altrettante declinazioni del tema "Lo spazio della memoria. La memoria dello spazio", con un occhio ben attento alle “Nuvole rosse” di Valentina Lapolla, menzione speciale della Giuria per "l'asciutta istallazione sonora che riporta nel presente di Castel Sant’Elmo la memoria dimenticata della realtà industriale di Bagnoli".
Nel cuore di uno dei luoghi più simbolici di partenope, avrà luogo una cerimonia che approfondisce i legami del territorio con i suoi giovani talenti, che sarà anche l'occasione per lanciare l'argomento dell'edizione 2013 del progetto della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli.

Il Tempo interiore di Rosy Rox è un'installazione che sposa lo spirito del luogo, restituendo all'orologio di Piazza d’Armi, ormai muto da tempo, tre energiche lame, poste in sostituzione delle lancette dei secondi, minuti e ore, in un dialogo che:

Ripercorre i tracciati del dolore, della ricerca di libertà assoluta, scandisce un tempo dolorante. Ci invita a una riflessione sulle crudeltà prodotte, tra le ombre della civiltà, nei confronti della diversità, dell’altro, della libertà di pensiero.
Un Gesto circolare che è, inoltre, contrassegno temporale, scansione della vita e della morte, che attraversa il crudele, l’atroce e il perverso: mondi sotterranei dell’umano, questi, da esplorare e da evidenziare per far risaltare la purezza dell’animo umano che coincide, sempre, con una sofferenza sottile. (A.Tolve)



Via | polonapoli-projects.beniculturali.it

  • shares
  • Mail