Alessandro Mendini all'Ara Pacis: si può vedere

Alessandro Mendini all'Ara Pacis di Roma

Ho visitato la mostra su Alessandro Mendini all'Ara Pacis giusto qualche giorno fa, ad un giorno dall'inaugurazione. L'ho trovata carina, colorata e divertente e per questo l'ho inserita nelle mostre da vedere a Pasqua (e oltre ovviamente) a Roma.

Per quello che riguarda una descrizione più dettagliata dell'avvenimento vi rimando al post di segnalazione "Dall'infinito all'infinitesimo" , il mio è un giudizio di impressioni sul design a pochi giorni di inizio del Salone Internazionale del Mobile di Milano che spero (toccando legno, ferro quel che sia) di poter vedere. Design dico, perché la mostra mette in evidenza questi lavori insieme al disegno, piuttosto che i progetti di architettura vera e propria.

Il lavoro di Mendini lo definisco divertente perché i suoi oggetti sembrano giocare con la realtà, come i cavatappi-umanizzati (suoi autoritratti) che sarebbe bello poter collezionare per delle abitazioni che tutti vorremmo avere (trovate alcuni di questi pezzi nel bookstore del museo). O come la stessa poltrona "Proust" che vanta ormai 30 anni, ma è una sempreverde che potrebbe essere stata disegnata oggi. Alcune cose le trovo difficili, come i mobili e i lampadari vivaci nei colori e nelle forme, ma non a tutti piace il bianco minimalista.

Se è vero che noi siamo in parte dna e in parte l'ambiente che ci circonda, il destino di Alessandro Mendini non poteva che essere quello di artista/designer/architetto. Mendini era nipote di Antonio Boschi che insieme alla moglie raccolse una delle collezione milanesi più importanti di arte del Novecento (di autori come Carrà, De Pisis, Sironi, Fontana, de Chirico), custodita nella loro abitazione, un palazzo storico disegnato negli anni Trenta da Piero Portaluppi. Quale ambiente più bello per l'arte di questo?

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