Assicurare l'arte contemporanea

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Più il mondo artistico prosegue il suo cammino, più viene da chiedersi quanto le caratteristiche - estetiche o funzionali - di molte opere d'arte contemporanea possano rendere perplessi, sul loro acquisto, i collezionisti di stampo più razionalistico.

Il punto è che molte opere, anche di grido, e di un certo costo - come lo squalo in formaldeide esposto da Damien Hirst alla Saatchi Gallery - sono fatti di materiali la cui capacità di durare nel tempo è così aleatoria che solo le compagnie di assicurazione meno lungimiranti accettano di farle coprire da polizze. In altri casi, anche lavori più tradizionali - se ottenuti, però, attraverso l'impiego di colori sintetici - rendono difficile la vita anche ai migliori restauratori.

In genere, le compagnie assicurative tendono a non coprire danni alle opere d'arte procurati da caratteristiche intrinseche all'opera stessa. Come, appunto, i materiali impiegati, o il fatto che siano stati mangiucchiati da vermi o custodi estremamente inaffidabili.

Quello che coprono volentieri, d'altro canto, sono le pure disgrazie, l'imprevedibile. E' naturale: non sempre accade. Incendi, vandalismo, alluvioni sono pienamente accettati, e naturalmente descritti a toni accesi in ogni prospetto informativo in materia di sicurtà.

E voi? La pensate alla Marcel Duchamp, allargando anche ad altre opere d'arte l'idea che - come il Grande Vetro del dadaista - non si possono considerare finite fino a che come minimo il vetro che le protegge non si incrina, fosse anche per un incidente? (come se questa fosse una metafora dell'intervento del caso, del mondo esterno, della libertà d'interpretazione in un quadro altrimenti troppo sottovetro?)

Oppure, pensate davvero che ci sia un limite al concettualismo o all'irriverenza nei confronti del pubblico da parte di gente come il già citato Hirst, che probabilmente venderà per mezzo milione di dollari una tela a forma di cuore decorata con farfalle morte?

immagine | Damien Hirst, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, (1991)

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