L'arte in pelliccia

Le vie della rete sono imperscrutabili e conducono in luoghi inaspettati. Clickando su link dopo link, abbiamo trovato un vecchio post su un blog di ispirazione masochista e queer che propone un curioso manifesto dell'arte nell'epoca dei blog.

Vi riportiamo qui di seguito il divertente delirio (la foto è di David LaChapelle):

Vorremmo un’arte gonfia come le tette di pamela anderson – vorremmo un’arte morbida – pelle come stoffa su cui nessuno possa venire ad apporre la sua firma – un’arte senza autori come un blog senza post – un’arte che non sia la vita fatta arte ma un’arte arte, un’arte finzione, un’arte artificio, un’arte fantasmagoria, un’arte riproduzione, un’arte di identici, un'arte pornografia, un'arte flusso, un'arte fortemente connotata di sex and gender, un'arte guerrigliera, un'arte queer, lussuria di ruote dentate, un’arte come quarti di manzo appesi, un’arte da toccare (un'arte che si tocca), un’arte tossica, un'arte ironica, un'arte di citazioni, un’arte senza musei, un’arte moda, un’arte pret-a-porter, un’arte in peer-to-peer, un’arte bricolage, un’arte rovina, un'arte peep show, un'arte let's go, un’arte enorme vetrina in cui non sai chi guarda e chi si fa guardare chi va e chi resta chi sa o fa solo finta chi parla o chi sta zitto chi finga o chi sia vero

un'arte in pelliccia

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