Alla Biennale di Venezia, un omaggio a Marinetti

Luca Pignatelli, Italia-72815, 2009, colori acrilici, polvere di piombo, ferro, tela, cm 300x400

I curatori della mostra "Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti", allestita a Venezia in occasione della Biennale d'arte, hanno invitato alcuni artisti italiani e internazionali a reinventare il linguaggio futurista, proprio ispirandosi al loro fondatore. Ne è uscito un vero e proprio mosaico di tendenze e stili: il primitivismo fotografico di Matteo Basilé, i colori accesi di Sandro Chia, le sculture in legno di Aaron Demetz o le composizioni di Luca Pignatelli, create con colori acrilici, ferro, polvere di piombo e tela.

Sono tutti artisti dalla grande personalità (un esempio per tutti, Aaron Demetz). Ebbene, ci pare interessante che questi artisti abbiano dato il proprio contributo (di soggetto e stile) alla celebrazione di Marinetti, perché attraverso le proprie opere insegnano a vedere il futurismo da una prospettiva differente. E non è poco, vista la recente (pur piacevolissima) indigestione di futuristi "doc".
La domanda da porsi, a questo punto, è: cosa penserebbe di queste opere il "furioso" Marinetti?

Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti.
Dal 7 giugno al 22 novembre
Esposizione internazionale d’arte di Venezia,
Nuovo Padiglione Italia alle Tese delle Vergini dell’Arsenale.

Collaudi. Omaggio a Marinetti

Luca Pignatelli, Italia-72815, 2009, colori acrilici, polvere di piombo, ferro, tela, cm 300x400 Aron Demetz, Senza Titolo, legno di cedro e resina di pino, h 200 cm x ø 50 Gian Marco Montesano, Piacevole paura dell’assalto, 2004, olio su tela, (hxb) cm 150x200

Matteo Basilé, 2009, Thisoriented People Series Sandro Chia, See Thru Trombone, 2006, olio su tela, (hxb) cm 162 x 130 Manfredi Beninati, Untitled (Pirrina), 2007, olio su tela, cm (hxb) 200x160

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