Beyond the nature allo Spazio Orlandi di Milano

Quattro giovani artisti italiani per una sola mostra a tema “naturale” e oltre.

Beyond the nature allo Spazio Orlandi, PAOLO PIBI, 2013, acrilico su tela

Appuntamento con l'arte in versione natural fino al 18 giugno presso un indirizzo milanese dal suono molto meridionale. Si tratta infatti dello Spazio Orlandi di via Vespri Siciliani, nel quale, dopo le reinterpretazioni di materiali suggerite da Franco Nardi, andranno in scena a partire dal vernissage delle 18,00 di oggi, martedì 4 giugno 2013, le opere di Mirko Canesi, Nicola Caredda, Federico Lanaro, Silvia Mei, Paolo Pibi.
Beyond the nature allo Spazio Orlandi, MIRKO CANESI - Progetto Green Art, pittura ad olio su foglie fresche
Riuniti sotto l'egida tematica di “Beyond the nature”, e a detta degli stessi organizzatori, i lavori trasformeranno lo spazio espositivo "in una sorta di fantasioso giardino" ricco di oggetti che inviterà a riflettere su numerose tematiche legate al rapporto tra l'uomo e la natura. Tra suggestioni oniriche e derivazioni realistiche, le opere esposte creano una singolare articolazione di stimolazioni che agiscono creando una fitta rete di continui rimando ad un discorso articolato, che esplora i legami tra naturale ed artificiale, con evidenti riferimenti all'incisività della presenza umana sull'ambiente circostante e alla mitologia del paradiso incontaminato e, anche per questo, necessariamente perduto.

Beyond the nature allo Spazio Orlandi, NICOLA CAREDDA - Senza titolo con palma, 2013, acrilico su tela, 81x64

Nei dipinti di Nicola Caredda la foresta è un’ombrosa rappresentazione dell’inconscio nella quale affiorano enigmatiche figure affini a rebus da decifrare, mentre nei dipinti di Paolo Pibi il paesaggio si fa più limpido e sereno, attraversato da presenze spettrali o raggi luminosi che suggeriscono la comunicazione con realtà parallele. Nelle opere di Mirko Canesi l’artificiale viene reintegrato nella dimensione naturale, aprendo il dialogo tra violenza e ricettività. Il tentativo d’adattamento ad una dimensione naturale perduta determina le ibridazioni di Silvia Mei, opere pittoriche nelle quali lo scontro tra civiltà e istinto si traduce nell’aggressività del segno che incontra la grazia di alcuni particolari, in un campionario di ritratti grotteschi e visionari nei quali le forme si frantumano per ricostruirsi in nuove morfologie. Gli accostamenti impossibili di una natura reinventata in irreali tinte acide compaiono invece nelle opere di Federico Lanaro, dipinti e sculture nelle quali gli elementi vengono mixati e decontestualizzati in paradossali e ludiche ibridazioni.

Nelle immagini:
Mirko Canesi, Progetto Green Art pittura ad olio su foglie fresche; Nicola Caredda, Senza titolo con palma 2013 acrilico su tela 81x64 cm; Paolo Pibi, 2013, acrilico su tela.

Via | spaziorlandi.com

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