L'apoteosi del piacere di Terry Rodgers

nudi

Di ritorno dalla libreria dove ho sfogliato da cima a fondo il nuovo "The Apotheosis of Pleasure" di Terry Rodgers (qui una galleria con una quarantina di immagini). Non conoscevo questo pittore e sono rimasto molto colpito dal suo stile realista e dall'uso molto vivace dei colori ad olio. Eppure ho appena letto in giro che sua intenzione è quella di ritrarre la solitudine che si cela dietro le apparenze, ecc. ecc.

E pensare che io vi avevo visto un languido studio sulla voluttà. Mi piaceva l'idea del party come luogo prediletto, colto ogni volta in tanti istanti significativi. I corpi, quasi sempre semisvestiti raramente si incontrano fra loro. E l'atmosfera vagamente orgiastica sembra sempre essere suggerita nel prima o nel dopo il momento della rappresentazione.

A ripensarci i nudi sono quasi sempre di donna e quasi mai di uomo (qui sopra l'unico caso che ho visto), confermando un codice più che inflazionato. E ripensandoci ancora meglio, se queste tele non fossero d'olio, ma fossero semplici fotografie (spesso fra l'altro le foto sono il materiale di partenza per Rodgers) le avrei rubricate sotto la categoria della bella foto di costume o moda, poco di più. Insomma un'altra volta sono stato sedotto e abbandonato dal fascino dei colori ad olio e il loro potere di rendere seducente praticamente qualsiasi cosa.

  • shares
  • Mail