Fotografia Festival Internazionale di Roma: la novità delle proiezioni

Locandina Fotografia Festival Internazionale di Roma 2009

Penso che i primi giorni siano i migliori per vedere le mostre, perché si respira quell'aria di novità che si accompagna ai nuovi eventi. Con il passare delle settimane e dei mesi inevitabile che l'atmosfera perda di entusiasmo. Senza dimenticare il fatto che i workshop, gli incontri si svolgono di solito proprio all'inizio. Quindi mi sono subito diretta a vedere "Fotografia Festival Internazionale di Roma" 2009 a Palazzo delle Esposizioni, dove si tengono gli appuntamenti più importanti.

Una parte della mostra è visibile gratuitamente al piano basso. In questo spazio sono raccolte le immagini su Roma di Guy Tillim, quelle sul Caucaso russo di Davide Monteleone e quelle di Geovanny Verdezoto, vincitore “Premio IILA-FotoGrafia 2008. Queste sono le uniche stampe su carta delle tante immagini presentate a Palazzo delle Esposizioni. Per le altre, che si trovano al primo piano e fanno parte della sezione a pagamento, si è deciso di puntare a proiezioni e moving stills. Da quanto ricordo una scelta molto diversa rispetto a quella dell'anno precedente e in generale delle manifestazioni di questo tipo. Un'esperienza visiva molto bella. Entrare nelle sale buie, illuminate dalle tante proiezioni, soffermarsi su alcune, poter ascoltare le musiche di sottofondo scelte per alcune di esse. Molto interessante come scelta e come proposta.

Il tema della gioia, argomento proposto quest'anno, viene presentato in modo molto diverso da ciascuno autore. Le immagini riflettono quello che ogni fotografo considera momento di gioia che dovrebbe quindi essere proiettato anche nello spettatore. Da qui si capisce come la gioia sia una questione molto diversa per ciascuno di noi. Si inizia con le proiezioni di Nan Goldin, che ha ripreso conoscenti e amici nei loro momenti di intimità. Mi piace Nan Goldin? Insomma, come tutti quegli artisti che hanno uno stile ben definito, propone sempre se stessa. La seconda sala presenta la collettiva "Gioia". Data la varietà di autori, ci si può identificare con alcune delle situazioni proposte. Molto bella la scelta di proporre alcuni lavori con sottofondo musicale, che si può ascoltare nella solitudine delle cuffie a disposizione. Ci si immerge poi nella terza sala, che propone sempre sotto forma di proiezioni artisti anche molto noti (come ad esempio Julia Fullerton-Batten). Si arriva poi nella terza sala che ospita Giorgio Barrera. Le immagini del suo occhio scrutatore di intimità casalinghe, sono proposte su schermi. L'ultima sala mostra invece moving stills di diversi autori, più simili a installazioni video-sonore.

Non ho capito molto "The Photographer", mostra di Gérard Rancinan che si trova sempre al primo piano. Di lui mi è piaciuta però l'idea di unire su schermo, sotto forma di quadro, tutte le diapositive dei ritratti stampati visibili nella mostra.

Nella sfida 2008 vs 2009, la gioia per me batte il quotidiano, sia per il tema sia per la novità della presentazione. L'effetto è sicuramente diverso, le proiezioni tolgono qualcosa alla stampa (la grana, il colore su carta), quindi può non piacere. E a trovargli un difetto, la musica di Björk sottofondo musicale del lavoro di Nan Goldin, troppo alta rispetto alle altre in cuffia.

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