Giulio Iacchetti. Oggetti disobbedienti alla Triennale

Con "Giulio Iacchetti. Oggetti Disobbedienti", si è aperto da pochi giorni a Milano il ciclo di mostre dedicato al nuovo e giovane (definizione da prendere in senso lato) design italiano nello spazio del CreativeSet della Triennale Design Museum.

Anche per chi non è un esperto di design il nome Giulio Iacchetti potrebbe suonare, non dico familiare, ma noto forse sì. Potreste infatti aver visto alcuni degli oggetti da lui realizzati in riviste o in mostre di settore. Il titolo dell'esposizione deriva dalla definizione che lo stesso creativo ha dato ad alcuni degli oggetti selezionati per la mostra, che rappresentano una sorta di manifesto rispetto all'ampia produzione realizzata da Iacchetti (sedie, coltelli e posate, vasi, divani, lampade, rubinetti e anche biscotti).

Iacchetti ha un approccio concettuale del design. Parte dalle idee, analizza lo spirito del tempo e le sue contraddizioni, insinua dubbi, cerca di incastrare esigenze di mercato e cultura con i bisogni del design. Rivisita gli oggetti di uso quotidiano dotandoli di uno spirito ironico.

Giulio Iacchetti. Oggetti disobbedienti - Triennale Design Museum di Milano
Ritratto di Giulio Iacchetti
Flexible Bench - 2008 - Giulio Iacchetti
Flag Plaid - 2007 - Giulio Iacchetti
Design alla Coop - 2003/2008 - Giulio Iacchetti
Bye Bye Fly - 2007 - Giulio Iacchetti

Ai piedi della memoria - 2008 - Giulio Iacchetti
Vespa Table - 2009 - Giulio Iacchetti
Un sedicesimo - 2009 - Giulio Iacchetti
St. Peter Squeezer - 2007 - Giulio Iacchetti
Pollicino - 1999 - Giulio Iacchetti
Odnom - 2009 - Giulio Iacchetti
Lingotto - 2003/2006 - Giulio Iacchetti
Luk - 2008 - Giulio Iacchetti
Pantheon Game - 2007 - Giulio Iacchetti

Come prova della natura concettuale, disobbediente, provocatoria di questi oggetti, basta vedere alcuni di quelli presenti alla mostra come il mappamondo "Odnom", la panchina-tettoia-rifugio "Flexible Bench", lo spremiagrumi "St. Peter Squeezer"" o il tavolino da caffè Vespa table". In bilico tra provocazione e apertura verso nuove frontiere. Come dice lui stesso:

“Anche attraverso il design è possibile insinuare dubbi. Il dubbio appartiene alla tensione che guida il mio approccio al progetto: proporre un pensiero, lasciare un segno. Come, per esempio, lo stampino per il ghiaccio a forma di lingotto. Un piccolo oggetto d’uso quotidiano capace di suggerire l’idea che l’acqua è preziosa come l’oro, oppure Pollicino, tagliere per briciole provocatorio e integralmente inutile, che aiuta a riflettere con ironia sulla precarietà delle risorse alimentari e sulla loro ingiusta distribuzione nel mondo. Questi oggetti non cambieranno le sorti del pianeta, ma sono pur sempre portatori di un valore immateriale che trascende la mera oggettualità”.

Fino al 28 giugno.

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