Il realismo poetico di Hopper a Milano

Edward Hopper a Palazzo Reale

Aprirà a Milano il 15 ottobre l'antologica di Edward Hopper. Finalmente. In moltissimi, me compresa, da tanto tempo aspettavano in Italia una mostra dedicata alla carriera del (il più?) grande artista statunitense del XX secolo (1882-1967).

160 opere, per una grande mostra “classica”, suddivisa in sette sezioni tematiche e cronologiche: “Autoritratti”, “Formazione e prime opere”, “Hopper a Parigi”, “La definizione dell’immagine: Hopper incisore”, “L’elaborazione di Hopper: dal disegno alla tela”, “L’erotismo di Hopper”, “I concetti essenziali: il tempo, lo spazio, la memoria”. Di tutta la produzione dell'artista, quello che lo ha reso famoso e speciale è la sua capacità unica nella resa della solitudine umana nella vita americana, e dell'uomo contemporaneo in generale.

Realista perfetto, celebre soprattutto per le sue opere degli anni '30, '40 e '50, Edward Hopper difficilmente ritrae più di un soggetto nelle sue tele. E quando le persone sono più di una (come nel famoso “Nighthawks”), distanza e incomunicabilità le caratterizzano. Fotografie della scena americana, i quadri mostrano spazi urbani, interni ed esterni, o rurali che appaiono comunque metafisici, silenti, dove l'uomo occupa lo spazio con la sua solitudine. Tempi sospesi, luci eterne, Hopper ipnotizza. Non è solo un realista, ma un poeta.

Dopo Palazzo Reale, la mostra farà tappa a Roma (16 febbraio - 13 giugno 2010) e poi a Losanna.

Edward Hopper a Palazzo Reale
Edward Hopper a Palazzo Reale
Edward Hopper a Palazzo Reale
Edward Hopper a Palazzo Reale
Edward Hopper a Palazzo Reale

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