Knitta: le città si coprono di maglie di lana

Le amiche di pinkblog non l'hanno pensata in termini di street art. Ma l'operazione "knitta" ha tutte le caratteristiche dell'intervento di guerriglia e mescola pubblic art, situazionismo, materiali poveri e forte connotazione dal punto di vista del gender.

Neppure le più arzigogolate fantasie di un Aristofane metropolitano avrebbero potuto infatti concepire un gruppo di donne (forse "sull'orlo di una crisi di nervi") che si mettono a ricoprire gli arredi urbani di "vestitini" di lana fatti a maglia.

Eppure succede davvero e le signore (ma pare che ci siano anche degli uomini fra loro) armate di ferri e gomitoli sono protagoniste di un vero e proprio movimento che ha il sito Knitta Please come punto di riferimento e va sferruzzando all'impazzata per le strade degli Stati Uniti d'America. Tracce del loro passaggio si ritrovano su pali della luce, lampioni, staccionate, bottiglie e tutto ciò che capita a tiro. Coloratissime maglie sono un modo divertente e insolito di rivitalizzare le città.

L'ultima incursione che ha visto protagoniste le "pasionarie" del filato ha avuto luogo a Hollywood lo scorso 3 maggio.

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