Otolab, hemline

Ne abbiamo parlato proprio oggi, pertanto credo sia giusto, visto che la rete lo permette, guardare insieme questo video di Otolab. Hemline è un'audiovisual performance nata nel 2004, che ben rappresenta le modalità operative del gruppo.

La texture sonora parte da un progetto audio open source che utilizza suoni in parte sintetici e in parte ripresi dalla vita reale. Suoni comunque filtrati e manipolati, selezionati per infondere al lavoro una traccia del ritmo della quotidianeità. A livello visivo c'è una grossa ricerca di software engineering che ci consegna un lavoro estremamente complesso e delicato, unico direi. La traccia video è composta da due strumenti che si fondono in unico oggetto visivo.

Il software serve a manipolare, far muovere e danzare alcune delle forme vettoriali bidimensionali che vengono passate dentro al mixer video. Questo riceve il segnale e lo trasforma, tramite procedimenti di feedback, in strutture tridimensionali. Il risultato è sorprendente, sotto ai nostri occhi si generano paesaggi lunari ed ambientazioni appartenenti ad altre realtà. Un viaggio polisensoriale che trascorre in una dimensione in bilico tra il controllo, la modulazione delle emozioni e la libertà che prendono le forme, il consistente automatismo dell'interiorità.

La modulazione del suono, nelle tonalità, nei timbri e nelle frequenze, fa sì che le forme siano continuamente mutevoli e la storia proceda secondo il ritmo impresso dal substrato sonoro. nello stesso tempo genera anche architetture e paesaggi in continua trasformazione che si rincorrono e si fondono con le forme vettoriali, creando un mondo alieno in perenne mutazione.

Nelle parole di Otolab “L’interazione audiovisiva è il risultato della libera interpretazione sinestesica da parte dei performers, che costruiscono forme in costante mutazione mosse da un'attrazione irreversibile che le riporta verso una deriva alla quale non possono sottrarsi; è la metafora dell'eterno cambiamento e della contemporanea eterna stasi, come per la Regina Rossa di Alice allo Specchio di Lewis Carroll: una metamorfosi continua attraverso un paesaggio visionario ispirato dagli stati modificati di coscienza indotti”.

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