Con il Museo Virtuale dell'Iraq, l'arte mesopotamica accessibile a tutti

virtual museum of Iraq

È stato inaugurato pochi giorni fa. Il museo virtuale dell'iraq è una raccolta di settanta reperti, alcuni con ricostruzioni 3D, più di 20 filmati e numerose ricostruzioni grafiche di opere d'arte irachene visitabili on-line.

L'iniziativa, che va ad affiancarsi al vero museo di Baghdad, è stato creato dai laboratori italiani del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) con i finanziament del ministero degli Esteri. Il sito, di facile consultazione (peccato per la musichetta, però), permette al visitatore virtuale di percorrere otto sale del museo che, in ordine cronologico, testimoniano la lunga storia dell'arte delle civiltà mesopotamiche. Si potranno vedere, tra l'altro, il pannello di Nimrud (IX secolo a.C.), l’elmo in lamina d’oro del leggendario re di Ur Meskalamdug (2.450 a.C.) e il Leone babilonese di Tell Harmall (XIX-XVIII secolo a.C).

Non è male l'idea di cercare di avvicinare popoli di tradizioni e culture diverse attraverso l'arte. E non è neanche male poterle rendere disponibili praticamente a tutto il mondo (il sito è in italiano, in inglese e in arabo). Solo mi chiedo se i soldi (non pochi) che devono essere stati investiti su questo progetto non potessero essere utilizzati diversamente. Per il medesimo scopo, s'intende. Difficilmente questa domanda troverà una risposta...

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