Da astronauta a pittore: Alan L. Bean


Più di 40 anni fa Alan L. Bean camminava sulla luna. Oggi ricorda ancora perfettamente, cosa si provi a fare un grande passo per l'umanità, mentre si fanno piccoli passi su un terreno inesplorato. Solo, invece di raccontarcelo a parole, preferisce farlo coi pennelli.

Infatti, Bean, messa da parte la carriera da pilota e ingegnere della NASA, ha cominciato, lentamente, da autodidatta, a dipingere. E anche con un bel successo, dobbiamo dire, visto che collezionisti privati sono arrivati a pagare fino a 175.000 $ per un suo lavoro. A luglio, lo Smithsonian Air and Space Museum di Washington allestirà una mostra di 45 suoi lavori. Alan spera così di attirare qualche attenzione da parte dei critici, che fino ad ora hanno ignorato la sua esistenza come artista.

Dopo una fase di sperimentazione naturalistica, in cui non ritraeva altro che cose terrestri, Alan ha cominciato a sfruttare una sua caratteristica unica: essere l'unico pittore che non sia stato in altri mondi solo con la fantasia. Da lì, una serie interessante (fra una sorta di neo-divisionismo e un realismo fotografico) di ritratti, nientemeno, della Luna.

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