2 Passi alla Strozzina, 3 belle opere da raccontare...


Di ritorno dal Feedback Festival di San Casciano (25-28 giugno) ieri ne abbiamo approfittato per fare un salto a Firenze e passare alla mostre Green Platform esposta fino al 19 luglio '09. Premetto che la mostra è molto interessante e anche accessibile (prezzo d'ingresso 5 euro, 4 con riduzioni, ad esempio se si è in possesso di un biglietto di treno), il mio consiglio e di andarla a visitare se ne avete la possibilità: è un'esperienza che offre spunti di riflessione e si azione nel nostro rapporto con l'ambiente.

Fatta questa premessa, vi voglio adesso raccontare le tre opere che mi hanno maggiormente colpito per motivi completamente diversi: l'impatto sociale e politico, l'idea e il design, l'estetica.

In attesa di scaricare e sistematizzare tutto il materiale raccolto a San Casciano in questi quattro giorni, vi parlerò dunque di queste tre opere che ho incontrato: "L'Incompiuto Siciliano" a cura di Alterazioni Video", "Victory Garden" di Futurefarmers e l'opera di Christiane Löhr.

[Nell'articolo, 3 gallerie fotografiche dedicate alle opere]

Incompiuto Siciliano

Incompiuto siciliano è un progetto in in evoluzione che nasce con l'obiettivo di individuare le architetture pubbliche non finite nel territorio italiano, classificandone le caratteristiche estetiche e formali. L'indagine ha rilevato fino ad oggi circa 500 architetture incompiute. La regione italiana con la maggiore densità di di opere non realizzate è la Sicilia, da cui il nome del progetto (il termine, inoltre, era molto in voga fra gli anni '60 e '80 ed è stato intelligentemente ripreso).

Gli aspetti del progetto che mi hanno colpito sono i seguenti: la volontà di andare oltre la denuncia, favorendo una presa di coscienza del fenomeno, l'installazione (molto bello il pannello con i monitor che si accendono e spengono ritmicamente aprendo delle "saracinesche" sui luogi dell'incompiuto; le possibili applicazioni del progetto per sviluppare "narrative" sul territorio con l'impiego di linguaggi cross-mediali, che coinvolgano attivamente cittadini, artisti e istituzioni.

Incmpiuto Siciliano - Alterazioni Video
Incmpiuto Siciliano - Alterazioni Video
Incmpiuto Siciliano - Alterazioni Video
Incmpiuto Siciliano - Alterazioni Video
Incmpiuto Siciliano - Alterazioni Video
Incmpiuto Siciliano - Alterazioni Video
Incmpiuto Siciliano - Alterazioni Video

Futurefarmers

Fondato nel 1995 da Amy Franceschini (artista e designer californiana), il collettivo Futurefarmers promuove una forma di attivismo culturale finalizzato alla creazione di piattaforme interdisciplinari, che si traducono principalmente in progetti di arte pubblica e sfruttamento delle possibilità interattive fornite dai nuovi media. F
Fra questi c'è Victory Gardens, progetto realizzato in collaborazione con l’amministrazione di San Francisco e con l’associazione Garden for the Environment, che si ispira al modello storico dei Victory Gardens, programma agricolo messo in piedi dal governo americano durante la seconda guerra mondiale per fare fronte alle carenze alimentari causate dal conflitto, che prevedeva la conversione temporanea dei giardini privati e delle aree verdi cittadine in campi coltivati. Allo stesso modo i Futurefarmers forniscono ai cittadini aderenti al programma un kit per la coltivazione degli ortaggi e l’assistenza necessaria per diventare "agricoltori urbani", che si impegnano anche nella costituzione di una banca cittadina dei semi a tutela della biodiversità.

Il progetto, che ha come scopo principale la promozione di forme alternative di agricoltura urbana basate sulla riduzione della filiera produttiva e sull’impiego di pratiche ecocompatibili, mi ha colpito per la pulizia del design (bellissimi i kit in legno muniti di semi, il materiale informativo in carta riciclata e le bustine di semi); per l'idea e la comunicazione efficace (suggestiva ad esempio la dichiarazione di impegno che ogni cittadino/giardiniere si impegna a firmare quando entra nel programma); la promozione di network sociali (reti di persone che si creano intorno agli orti urbani, stimolati da party cittadini itineranti nelle diverse abitazioni coinvolte).

Futurefarmers - Victory Garden
Futurefarmers - Victory Garden
Futurefarmers - Victory Garden
Futurefarmers - Victory Garden
Futurefarmers - Victory Garden
Futurefarmers - Victory Garden

Christiane Löhr

Christiane Löhr utilizza esclusivamente materiali naturali e biodegradabili, selezionandoli a seconda dei luoghi/ecosistemi in cui si trova l'artista e che frequenta assiduamente. E' proprio la prossimità e la fusione con l'ambiante da cui nascerà poi l'opera uno dei suoi tratti distintivi e profondamente ecologici: un forma di simbiosi basata su una pratica di osservazione ed analisi del mondo vegetale e animale che si trasforma in estetica.

Ad esempio quest'istallazione, incredibilmente armonica e leggera, ricorda le sue passeggiate a cavallo (potete vedere il crine di cavallo fissato al muro con un ago, che disegna impalpabili architetture aeree) e l'immersione negli elementi del prato e del bosco, il gesto di guardare e raccoglierne i frammenti (il blocco al centro, su cui sono praticati dei micro forellini, riproduce con fili d'erba, rametti, figlie e semi fra i 10 e i 20 cm circa una natura in miniatura, fiabesca, elfica e al contempo capace di rievocare l'estetica giapponese per la pulizia, la regolarità, il misticismo delle forme).
Sono rimasta nella stanza oltre dieci minuti con stupore guadando queste forme eteree, dai colori delicati: un opera fatta fondamentalmente col nulla, ma evocativa e poetica.

Christiane Löhr
Christiane Löhr
Christiane Löhr
Christiane Löhr
Christiane Löhr
Christiane Löhr
Christiane Löhr
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