Anche i monumenti soffrono l'effetto serra


Anche i monumenti soffrono l'effetto serra, succede a Piazza Armerina, in Sicilia, dove lo straordinario complesso archeologico della Villa del Casale - ornato dai più bei mosaici in situ di tutto il mondo romano secondo l'Unesco, che nel 1997 l'ha iscritta tra i monumenti patrimonio dell'umanità - da mezzo secolo si surriscalda sotto le coperture in ferro e perspex installate negli anni '50.

Una situazione insostenibile secondo Vittorio Sgarbi, che nella veste di alto commissario per la Villa Romana del Casale ha dato il via al restauro che prevederà il consolidamento dei mosaici e la rimozione delle attuali coperture: quasi 3000 mq di metallo arrugginito e di plastica ingiallita da smantellare e sostituire con strutture in vetro e legno capaci di garantire agli ambienti un microclima adeguato. La fine dei lavori è prevista per il 31 dicembre 2008.

Piazza Armerina, una trentina di chilometri a sud di Enna, è un pezzo di Sicilia interna, lontana dai clichè da cartolina. E' quasi montagna: annidata tra le pieghe dei Monti Erei, a 700 m di quota, è circondata da boschi verdeggianti che hanno resistito all'espansione moderna dell'abitato.

La Villa del Casale resta un sito archeologico senza eguali: 3500 mq di superficie articolati su 4 livelli, una quarantina di ambienti mosaicati, arrivati fino a noi praticamente intatti grazie alla frana che, nel XII secolo, ricoprì i ruderi di un manto di terra e sabbia, proteggendoli per 800 anni dalle vicissitudini della storia. Sui pavimenti della Villa del Casale c'è tutta la cultura iconografica della tarda latinità. Da contemplare dall'alto, camminando sulle passerelle predisposte lungo il colmo dei muri, l'unico modo per permettere ai visitatori di fruire i mosaici senza calpestarli, soluzione che verrà mantenuta dai restauri in corso.

Quello dell'accessibilità della Villa come sito turistico è stato da subito un problema poderoso che la sistemazione degli anni '50 ha risolto nella sola maniera possibile: proteggendo gli ambienti con coperture che davano l'idea volumetrica dei tetti originari. Suprema ricchezza della Villa, i suoi mosaici sono, in un certo senso, anche la sua condanna: la necessità di conservarli obbliga a stravolgere il sito con imponenti strutture protettive.

Chi i siti archeologici preferisce vederseli "in purezza" può invece fare una gita a Morgantina, a 13 km da Piazza Armerina in direzione Catania. Qui una campagna di restauri ha disseppellito dalla cenere un'intera città magnogreca del IV secolo a.C., con l'agorà, il ginansio, i quartieri residenziali disposti nella griglia ortogonale tipica dell'urbanistica ellenistica e un teatro magnificamente conservato. Non ci sono mosaici quindi non ci sono coperture o percorsi forzati: nell'intero sito si può girare in libertà, osservando i resti di una città di 2400 anni fa sigillata nel tempo da una pioggia di cenere, quasi come Ercolano.

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