Speciale Banksy Vs Bristol Museum [Prologo - L'attesa...]

banksy vs bristol Museum

Lo scorso week end siamo andati in spedizione con [A][O][S] a Bristol. Tappa obbligata e origine del viaggio la mostra di Banksy, uno degli eventi artistici celebrati dalla critica e dal pubblico come "storico". Con un record di presenze: più di 200.000 i visitatori i visitatori stimati, giunti un po' da ogni luogo in pellegrinaggio al museo dall'apertura della mostra (una enormità se pensate che Bristol stessa fa circa 200.000 abitanti in tutto...).

Faccio una piccola premessa: mostre e musei non sono esattamente i miei luoghi dell'arte preferiti. Quando ci vado mi lasciano spesso un senso di frustrazione, legata al modo in cui si svolge l'esperienza e alla finzione latente che sussiste in tutti i luoghi della rappresentazione. Come dire, la realtà sta da un'altra parte laddove viene prodotta e gli animali in gabbia sono sempre un triste spettacolo....

L'arte di Banksy, come il graffito e le diverse espressione di street art, è un atto illegale che nasce sulla strada e dalla strada. Non per essere incorniciato. Non per essere venduto. Non per essere esposto e devotamente ammirato. Mettere questa arte dentro un museo era dall'inizio un controsenso meraviglioso. Sia da parte dell'istituzione ospitante che dell'artista ospitato. E l'alchimia - o meglio lo scontro: ricordo che il titolo evocativo e azzeccatissimo è "Banksy Vs Bristol Museum" - che ne sarebbe potuta risultare era senz'altro interessante.

Banksy vs Bristol Museum
Banksy vs Bristol Museum
Banksy vs Bristol Museum
Banksy vs Bristol Museum

Ero in dubbio sul risultato. Chi avrebbe vinto in sostanza? Il museo con la sua logica di rappresentazione o l'artista con la sua azione performativa? Erano più o meno queste le principali domande che mi giravamo in testa durante la lunga attesa. Perché praticamente ogni giorno per vedere questa mostra c'è una fila di circa 2 ore/2 ore e mezzo. E l'abbiamo fata tutta: un serpentone di 50-100 metri (scusate non sono bravissima nelle misurazioni a occhio, ma posso dire lunghissimo, beccandoci per inciso un temporale madornale con tanto grandine supplementare che non si vede nelle foto per ovvi motivi: il servizio del museo, in perfetto stile inglese, è arrivato portandoci k-way monouso azzurrognoli. Peccato che fossero già passati oltre dieci minuti...).

Gente in fila che ci torna per la terza volta, famiglie, adolescenti, coppie di anziani, classi sociali di estrazione diversa rimescolate: sono tutti là ad aspettare, in fila. Il reportage inizia da qua e adesso posso dirvi una cosa: di aspettare ne è valsa la pena e questa è una delle rare volte che non ho provato alcun senso di frustrazione. Posso anche dirvi - ed è doveroso - che dello scontro Banksy Vs Museo hanno beneficiato tutti. L'artista, l'istituzione e il pubblico.

Alla fine, nel famoso gioco delle parti, ognuno ha fatto la sua senza violentare (o far violentare) la propria natura: il museo si è fatto felicemente invadere dalle opere di questo geniale artista (doveroso riconoscergli anche questo).

Proprio come fosse una strada.

NB
Per quelli fra voi che non ci potranno passare, nel seguito del reportage la mostra verrà esplorata in tutte le diverse sezioni con gallerie fotografiche scattate dal vivo, realizzate e concessse per questo servizio da Salvatore Iaconesi/[A][O][S]

Banksy vs Bristol Museum
Banksy vs Bristol Museum
Banksy vs Bristol Museum

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