Speciale Banksy Vs Bristol Museum [Atto 2, scena 1: Lo Studio]

banksy vs bristol Museum - la stanza

Nel mondo privato di Banksy si arriva con una dichiarazione del Museo di Bristol scritta a caratteri cubitali: "La collaborazione fra l'artista e il Museo si è limitata alla realizzazione della mostra presente: non supportiamo in alcun modo le attività illegali al di fuori della medesima...". Lo so, è più una formula in legalese che altro, ma mi ha fatto sorridere, comunque un bell'ingresso.

La seconda cosa percepita è l'abbassamento delle luci: calde, soffuse, quasi una penombra - come se fuori ci fosse il sole, ma chi sta dentro la casa ha deciso di abbassare un po' le tapparelle - e molto bel studiate. Il soffitto è stato abbassato con un espediente: su una rete in fil di ferro che ne copre l'intera estensione è stato montato un tessuto in plastica verde scuro quasi fatto a brandelli, come uno di quei tessuti mimetici che vengono utilizzati dai militari in guerre e addestramenti.

E finalmente la stanza/studio, un'idea raffinatissima se pensiamo a due dettagli. Banksy è attualmente uno degli artisti più famosi e più misteriosi sulla scena internazionale: nessuno conosce la sua identità eppure eccoci proiettati improvvisamente nel suo spazio privato. Bristol, inoltre, come molti di voi sapranno è la città in cui sono comparsi per la prima volta i graffiti recanti la sua firma: Banksy è dunque di Bristol? Che sia esattamente "questa" la sua stanza magari nascosta alla vista di occhi indiscreti solo a qualche isolato al terzo piano di uno dei tanti palazzi in mattini rossi che abbiamo attraversato?

La presenza di questa installazione coglie nel segno e gioca con l'asse immaginario del pubblico e dell'identità dell'artista...

Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio

Ma analizziamola insieme nel dettaglio.

Come vedete dalle foto, una rete metallica montata su quattro pali di legno a croce delimita e protegge lo spazio.
All'interno disseminati un po' ovunque gli arnesi del mestiere. Ancora un carrello della spesa contiene bombolette e vernici; una finestra finta ritrae una spiaggia e una palma (finta dunque due volet), davanti un cavalletto con una faccia spixelata (un ironico autoritratto offerto al pubblico?) e una sedia con una maglioncino appoggiato sopra (il suo?); per terra e sui muri tutto è tappezzato di prove, schizzi, stencil ritagliati, colori, pennelli, colle, ritagli di vario genere, forbici, taglierini; infine la testa di una scimmia in plastica gonfiabile sotto vetro. Una pianta (per me) inaspettata fa capolino da un angolo. Molto bello anche lo scaffale (un mobiletto da ufficio in metallo di quelli che si usano per archiviare le pratiche) delle buone, mediocri e cattive idee. Come a dire "anche se le mie cose le metto per strada dietro c'è un sacco di lavoro e per arrivare ad una buona idea si devono fare migliaia di prove...".

Guardando bene, inoltre, si riconoscono delle foto scattate sui luoghi in cui sono stati fatti degli interventi: la più bella quella di un bambino africano faccia a faccia col ritratto di un altro bambino dipinto a grandezza naturale su un muro. La sua espressione di stupore è imperdibile (potete inoltre vederlo nella galleria).

Infine, bellissima la anziana signora con cappotto ocra in fila prima di noi indecisa fra rapimento ("Bello..."), stupore ("ma cosa ci fanno questa cose qua? Ai miei tempi...", curiosità ("Però voglio capire...) che, a braccetto con il figlio, si rivolge ripetutamente a lui con sguardi eloquenti in cerca di spiegazioni...

Uno di quei contrasti che apprezzo di una mostra capace di parlare ad un pubblico trasversale.

Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
Banksy Vs Bristol Museum - Lo Studio
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