A Chieti, i dipinti di José Ortega

REaccolta di olive, 1982

Proseguirà fino al 29 agosto, al Museo d’Arte Costantino Barbella di Chieti, la mostra "Realismo e identità mediterranea" dedicata a José Ortega (1921-1990), artista spagnolo che, nonostante la sua bravura, non è conosciuto al grande pubblico tanto quanto lo è tra i grandi artisti.

Una mostra, quella di Chieti, che attraverso l'esposizione di 113 opere di Ortega vuole innanzitutto gettare nuova luce su un pittore che, amico di Pablo Picasso, Dino Buzzati, Leonardo Sciascia, si è sempre ispirato alle classi meno abbienti (tanto da essere chamato "il pittore del mondo contadino") e che ha fatto della resistenza al regime franchista il centro focale dei suoi primi quadri.

Linee morbide, perfettamente "spagnole", colori accesi in contrasto con tonalità scure: i paesaggi di Ortega sono veramente mediterranei. Ma nelle sue opere vi sono anche volti segnati dalla miseria, la sofferenza di uomini alienati dal duro lavoro: José Ortega, più che pittore del paesaggio, è soprattutto un pittore che sa guardare al pueblo. O così ci piace vedere l'artista.

A Chieti, i dipinti di José Ortega

Notturno, 1972 AAdamo ed Eva segador_de_verde_1970

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