Speciale Banksy Vs Bristol Museum [Atto 3, scena 4: Titty e il coniglio]

Banksy, Titti e il Coniglio

Le ultime due gabbie sono forse le più tristi, due maschere molto diverse ma profondamente evocative.

La prima è una Titty trasformata in un malinconico Pierrot. I l frizzate canarino giallo disegnato da Disney dalla Warner Bros per essere l'incubo di gatto Silvestro, è rimasto senza penne. Il suo corpo nudo si dondola su una piccola altalena di ferro da cui pende una campanella. Sotto i grandi occhi che guardano leggermente verso il basso pendono due borse; le palpebre ricadono pesanti su se stesse con un ritmo lento. L'animale a parte questo è immobile, invecchiato, stanco: una scena che sembra l'incipit di un monologo teatrale, accentuata dal riflettore. Come se Titty volesse raccontarci la triste storia, il dietro le quinte di una star troppo usata dal successo. Perché è a questo che ho pensato: una Titti fumetto che diventa cartone animato, che diventa logo, sfruttata senza sosta per disegnare tazze, cartelle, diari, penne, teli da mare, magliette e l'infinita quantità di gadget a lei ispirati. E vedendola adesso personificata in un essere fisico l'ho immaginata ormai vecchia e senza energie nella sua gabbia/camerino di Disneyland, mentre i suoi creatori - schiere di ingegneri, designer ed esperti di marketing - sono pronti a ridipingerla di giallo e a cancellare le borse perché è di nuovo il suo turno: lo spettacolo continua... Mettendo da parte per un attimo il romanticismo e la narrativa, le interpretazioni di questa installazione sono vastissime: da una critica allo star system prodotto in scatola con tutte le sue conseguenze, fino all'uso smodato del copyright che - lo ricordo - è partito proprio nel mondo colorato dei cartoons con Topolino.

L'altra è un coniglio bianco a grandezza naturale. Tutto farebbe anzi pensare ad una vanitosa coniglietta intenta a imbellettarsi davanti ad uno specchio. Un filo di perle sul collo, sulle guance due cerchietti rosa acceso, gli occhi cerchiati di nero: il piccolo animale si trucca spasmodicamente davanti a un mobiletto sul quale sono ammassati ninnoli, ombretti, matite colorate, fard, rossetti, smalto. Tutti gli strumenti necessari per un make-up da signora. Ma i nostri belletti, lo sappiamo, nascondono l'orrore dei test sugli animali, e questo il coniglio lo sa benissimo (nota tecnica sull'installazione: tutti gli oggetti, mobiletto compreso - uno di quegli specchi di legno con piccoli cassetti- appartengono evidentemente al regno degli umani e non a quello animale).

Prossimo appuntamento con Banksy: "La Disseminazione", atto finale...

Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco

Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
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Banksy, Titti e il coniglio bianco
Banksy, Titti e il coniglio bianco
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Banksy, Titti e il coniglio bianco
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