L'eredità di Isabel Goldsmith che scompare e riappare

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Isabel Goldsmith non è più la stessa, da quando un suo rarissimo tavolo in marmo intarsiato (barocco italiano, 1600 ca.), nel 1982, scomparve dal deposito in cui lo teneva a Londra, per riapparire poi, misteriosamente, al museo del Prado di Madrid. Vent'anni dopo.

Se non fosse una miliardaria ereditiera (figlia di sir James), forse, nell'occasione, avrebbe anche potuto perdere definitivamente il suo sorriso smagliante.

Eppure, la tenacia con cui Isabel sta combattendo la sua battaglia legale per riprendersi l'amato tavolo, ancora non ha potuto molto nientemeno che contro il governo spagnolo, il quale sostiene di averlo regolarmente acquistato dalla filiale newyorkese di Sotheby's, per una cifra superiore ai 2 milioni di sterline.

Le ultime notizie la vedono sconfitta, perché un giudice americano ha stabilito che il modo in cui le fu sottratto il pezzo, in Inghilterra, se anche fu reato, è ormai caduto in prescrizione.

Tutto ebbe inizio nel 1982, quando Isabel ereditò da un nonno portoghese - di nome Don Antenoir Patino - il tavolo in questione e spiccioli, per l'ammontare totale di 50 milioni di sterline.

Non avendo abbastanza spazio a disposizione per esso nella sua casa di Londra, la poverina dovette pensare di metterlo in deposito per qualche tempo, fino a che non sarebbe stato possibile sistemarlo in una certa villa in Messico, che non le mancava.

Nel 1995, inspiegabilmente ancora ad oggi- dopo tante e tante carte di cause legali fra la Goldsmith e Sotheby's - fu ordinato di caricare il tavolo su un camion da trasporto.

Alan Sprake, il magazziniere che si occupò del carico, ha testimoniato davanti alla corte di NYC che si è occupata del caso che, chiestone il permesso al suo capo Ernie Luckins, ottenne di poter tenere con sé quella parte di barocco, proprio nel giardino della sua modesta casa di Enfield, periferia nord di Londra.

Non si era coscienti di quanto elevato fosse il valore del pezzo. Per questo, Sprake decise di farlo, semplicemente, a pezzi, di modo che ne avrebbe potuto utilizzare le parti per pavimentare casa.

Fortuna che, poco prima dell'irreparabile, il tavolo fu notato da un parente del magazziniere, patito del programma della BBC "Antiques Roadshow". Lo stesso format tv britannico, riuscì a dare a Sprake la soddisfazione di sapere il suo manufatto valutato "alcune migliaia di sterline".

Entra in scena il mercante d'arte Edric Van Vredenburgh, che compra il marmo per 45.000 sterline, facendo la felicità di Sprake, almeno fino a che quest'ultimo non dovette apprendere che, come sappiamo, Sotheby's ne ricavò poi i due milioni di sopra.

Nel frattempo, la Goldsmith non se sa nulla. Ma, nel '99, decide di chiederne notizia al deposito cui lo aveva affidato, senza troppe risposte. Scopre il pezzo al Prado, riunito con un suo probabile gemello della stessa mano, e va su tutte le furie.

Fa causa a tutti gli altri protagonisti della storia. Naturalmente, Sotheby's incluso. Sotheby's, allora, fa causa a Van Vredenburgh, che pure si ritiene in ottima fede. Il mercante si rovina. Spende quasi tutto quello che ha guadagnato con la vendita, ed è pure costretto a cedere il suo negozio di Notting Hill.

Il tavolo viene ritenuto dall'ereditiera di grandissimo valore affettivo, perché il nonno materno ne mandava cartoline agli ospiti della sua villa, una volta tornati alle loro.

Nonostante questo,forse potrà anche ottenere un risarcimento, ma certo non il pezzo in sé.

Della saga si sapranno novità dopo l'appello, cui è subito ricorsa.

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