Clitotype & tipografia genitale. La nu-pornography sta uccidendo la sessualità?

Cristina Chiappini, docente, ricercatrice e artista in ambito interaction design, con Clitotype ci propone una riflessione su quelle che lei stessa definisce le "mutilazioni psicologiche" nell'era della e-pornography.

Ecco cosa dice la stessa artista: "il corpo che abitiamo, l’unità tra la mente e la parte fisica nella sua totalità psicobiologica è investito dagli effetti della pornografia on-line. l’uomo è artefice e destinatario di questo fenomeno, che è più presente tra le nuove generazioni. il corpo è minacciato nella sua motricità e cerca di eccitarsi con immagini / stupefacenti. i ragazzi imparano il sesso dalla pornografia in rete e spesso ciò li rende incapaci di vivere un esperienza fisica con una donna reale."

Rispetto alla old-pornography, infatti, la Rete permette di immergersi in meno di un istante in un mondo dove poter avere tutte per sè ogni tipo di donna, con qualunque caratteristica e in qualsiasi momento. I risultati? Secondo l'artista c'è il rischio di un senso di inadeguatezza sessuale, sesso sempre più solitario, disinformazione sessuale e affievolimento della libido verso dei corpi reali.

Clitotype è costituito da un progetto di interaction design disponibile sul sito di Cristina Chiappini e da una serie di stampe su carta traslucida che giocano con l'arte tipografica posta in relazione con le reali dimensioni dei genitali umani, maschili e femminili.

Un progetto artistico e una riflessione interessanti, che vanno a scavare in quell'immenso territorio che costituisce un'enorme fetta dell'economia dell'internet: la pornografia.

E voi cosa ne pensate? La pornografia sta deteriorando la capacità di vivere serenamente la sfera della libido?

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