Intervista a Wound Media: ne parliamo con Scott Lambert, direttore marketing del magazine

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Qualche tempo fa avevo segnalato il rilancio di Wound Media, magazine che si presenta oggi al pubblico con un interessante intreccio di piattaforme multimediali ad affiancare la tradizionale versione cartacea. Ed eccoci qua a riparlarne con un intervista a Scott Lambert, direttore marketing della rivista, che ha gentilmente risposto alle mie domande e curiosità.

Scopriamo così insieme la tipologia di utenti e il pubblico a cui si riferisce Wound; chi sono i maggiori utilizzatori della versione per iPhone; qual'è il valore aggiunto specifico delle diverse piattaforme e come si è lavorato per realizzarle in parallelo fra team editoriale e sviluppatori; la stretta relazione fra il segmento marketing e la produzione di contenuti che comunicano e collaborano costantemente tanto da non risultare separati; la forte attenzione dedicata ai social network glogali che diventano uno strumento fondamentale di lavoro sia per creare relazioni stabili con gli utenti, sia per innescare meccanismi di collaborazione e scoperta con gli autori/artisti.

Infine una piccola anticipazione sul prossimo numero del trimestrale che uscirà a brevissimo (settembre): il tema scelto è "The Big Game" e per interpretarlo a quanto pare è stata scelta una firma di rilievo internazionale (di cui però non ci svelano il nome).

Buona lettura

[Nell'articolo, la versione originale inglese e la traduzione in italiano]

- Wound Media, un magazine di arte, design, architettura, moda di respiro internazionale: brevi presentazioni con i lettori di ArtsBlog. In particolare, come nasce il progetto e quale pubblico si rivolge?

Wound ha iniziato nel 2007 come un magazine cartaceo incentrato sulle arti, sulla moda e sull'architettura. Da allora ci siamo sviluppati velocemente per trasformarci nella prima testata presente su tre differenti piattaforme - stmpa, digitale e cellulari. I nostri lettori sono interessati di creatività e hanno una passione particolare per l'arte e la moda. Sono ugualmente distribuiti fra maschi e femmine e tendono ad avere un'età compresa fra i 25 e i 50 anni. Sulle piattaforme digitali e mobili, c'è una percentuale maggiore di maschi - con un lettore medio al di sopra dei trent'anni, o degli influencer* ad alto reddito (a livello globale).

- Recentemente il magazine ha deciso di "cambiare pelle" e si presenta con una versione completamente rinnovata, puntando su un processo editoriale che differenzia la versione cartacea da quella digitale fino ad approdare su iPhone: quali sono le caratteristiche principali delle versioni e cosa vi ha spinto a fare un investimento in termini di innovazione tecnologica?

Non vogliamo essere un magazine mainstream. Siamo una nicchia e orgogliosi di esserlo - ma sappiamo che il paesaggio del mondo di riferimento del magazine sta cambiando rapidamente. Sviluppando Wound Digital e IWound "in house" stiamo mostrando come raggiungere un pubblico realmente globale e in ogni tipo di ambiente, sia che si tratti di un uomo d'affari su un aereo che dà un occhio a Wound Digital o di un giovane creativo che viaggia per lavoro utilizzando iWound. Queste piattaforme sono il futuro e siamo entusiasti di abbracciarle senza temere il cambiamento.

- Social Network. Ho notato che Wound è attento anche ad assicurare una presenza sulle principali piattaforme di social networking globale, da FaceBook a MySpace a Twitter: qual'è il peso e la funzione di queste piattaforme e come organizzate generalmente il rapporto con gli utenti? Vi capita ad esempio di fare "talent scouting" su queste piattaforme, ovvero è probabile/plausibile che ad esempio giovani artisti che si autopromuovono su MySpace arrivino a farsi conoscere dalla redazione e ad ottenere una visibilità reale?

I social network sono estremamente importanti per Wound. Ci permettono di mantenere contatti regolari con i nostri lettori, che riescono ad essere costantemente informati u cosa avviene all'interno della testata.
Per quanto concerne la seconda parte della domanda, sì certamente, abbiamo iniziato diversi progetti con soggetti di talento individuati attraverso questi media o recependo lavori che ci sono stati inviati.
Stiamo lavorando assicurarci che su Myspace, su Facebook e su Twitter i nostri lettori rimangano "agganciati", generando su di loro e insieme a loro relazioni ed effetti durevoli.

- Redazione e processo editoriale: senz'altro uno sforzo notevole realizzare prodotti diversi dal cartaceo al digitale. Come è organizzato il processo editoriale e come funziona la vostra redazione? Quali sono le principali competenze di un redattore per lavorare insieme a voi?

Abbiamo parecchi uffici in città chiave. Diversamente da molte testate, il settore business e quello dei contenuti in Wound lavorano fianco a fianco. Non vediamo la necessità di dividere i due reparti. Le idee scorrono liberamente all'interno dell'azienda e nessuno è confinato in un'area specifica. Il nostro business è impostato da una dirigenza quadro, in particolare dall'editore/redattore capo, Francis Malone che ha condotto la transizione alle piattaforme integrate. Francis inoltre lavora molto strettamente con il suo team sui contenuti editoriali - per assicurarsi che la testata soddisfi requisiti di alta integrità e che le tematiche siano al passo con i tempi. Gli uffici principali di Wound sono situati a Portman Square (Marylebone) e a Great Newport Street (Covent Garden).

- Parliamo invece di iWound, un prodotto che ha già incuriosito i nostri lettori e anche me. Nella presentazione si parla di un esperienza specificamente pensata per Apple screen con sezioni interattive: come avete progettato l'"esperienza iWound" e in che consistono il linea generale le versioni interattive?

iWound è unico in quanto è stato sviluppato pensando specificamente per l'utente che usa il cellulare. Non abbiamo semplicemente spostato il magazine su iPhone aspettandoci che i nostri clienti lo sfogliassero senza caratteristiche addizionali. Abbiamo iniziato da un foglio bianco e lavorato con i nostri sviluppatori per accertarci che l'applicazione fosse adatta alla Apple generation: interfaccia amichevole, navigazione facile, soddisfare requisiti di alta qualità. In più ci sono molte altre caratteristiche, quali l'immagini interattive, gli accreditamenti, i video, l'audio, gli articoli estesi, i weblinks, le pubblicità ecc. Una caratteristica sulla quale abbiamo insistito molto durante lo sviluppo dell'applicazione è stata che ogni immagine fosse "messa in verina": sia in Wound Digital e in iWound si vedono realmente le versioni a più di alta qualità del nostro editoriale. Tutte queste caratteristiche ci consentono di giustificare il piccolo prezzo che addebitiamo sul download.

- Ultima domanda. Wound Media è un trimestrale e per l'estate ha scelto il tema "La grande Illusion": qualche anticipazioni sulla prossima stagione per i nostri lettori

Il tema del prossimo numero è "The Big Game". Non possiamo dare troppe anticipazioni, ma abbiamo puntato su un artista di rilievo globalmnente conosciuto per avere una presenza forte sul tema scelto.

- Grazie

No, grazie a te.

Scott Lambert
Head of Marketing
Wound Media

*Nota:
Termine non traducibile, "influencer" indica nel marketing un individuo (o una tipologia di individui) che ha la capacità di influenzare i clienti potenziali e/o le comunità online.

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[ENGLISH VERSION]

- Wound is a magazine about fashion, art, design and architecture, with a universal appeal. How did the project start? Who is your main target?

Wound began in 2007 as a print based product focused on the arts, fashion and architecture. Since then we have progressed rapidly to become the world's first title on 3 different platforms - print, digital and mobile. Our readers are interested in creativity - they have a passion for the arts and fashion. They are divided evenly between male and female and tend to be aged 25-50. With the digital and mobile platforms, the readers here tend to be more male lead - with the average reader over 30yrs old, high earning influencers (globally).

- The magazine has just been reinvented across 3 different platforms, print, digital and iPhone: What are the main aims and the reasons why you decided to go for a technologic innovation?

We do not wish to be a magazine in the mainstream. We are niche and proud of this - but we also see that the landscape of the magazine world is changing rapidly. Through developing Wound Digital and iWound ourselves in-house, we are showing how to reach a truly global audience in any environment. Be they a businessman on an aeroplane browsing Wound Digital, or a young creative travelling to work using iWound. These platforms are the future and we are keen to embrace this - not to be scared of change.

- Talking about social networks. I noticed Wound is on Myspace, Facebook and Twitter. What is the main function of these networks for you? Did you ever build up relationships with emerging creative who started collaborating with you thanks to social networks?

These are extremely important social networks for Wound. They allow us to keep in regular contact with our readers, so that they are always aware of the goings on within the title. Yes certainly, we have had a lot of projects initiated through talented individuals either spotted, or through work submitted through these mediums. We are working to ensure that on Myspace, Facebook and Twitter we are keeping our readers engaged - creating a lasting impression with them.

- Editorial office and Publishing. How are they organised and how do they work?

We have several offices in key cities. Unlike in many titles, the business and content sides of Wound work extremely closely. We see no need to divide such departments. Ideas flow freely throughout the company and noone is segregated into a specific area. Our business is driven by Senior Management, in particular by the Publisher/Editor-In-Chief, Francis Malone who has spearheaded the transition into integrated platforms. Francis also works closely with his team on editorial - leading the title to ensure that our content has high integrity and adapts with the times. The main offices of Wound are located in Portman Square (Marylebone) and Great Newport Street (Covent Garden).

- iWound is starting intrigueing our readers: in the introduction you talk about a unique experience that provides the magazine content specifically designed for the Apple screen. How did u design iWound and what are its interactive features about?

iWound is unique in that it has been developed with the mobile user in mind. We did not simply place the magazine onto the iPhone and expect our customers to just flick through with no additional features. We started with a blank piece of paper and worked with our developers to ensure that the application is suitable for the Apple generation - friendly interface, easily navigated, with high quality content. Additionaly, there are many other features, such as image interactivity, credits, video, audio, extended articles, weblinks, advertising etc. One very strong feature we were insistent upon when developing the app' was to ensure that every image was showcased - in Wound Digital and iWound you really do see the highest quality versions of our editorial. All of these features ensure that we can justify the small price we charge for each download.

- Wound's latest issue is called "La grande Illusion". Any clues about the issue out in September?

The September issue is themed 'Big Game' - we can't give too much away but look for a very prominent globally renowned artist to have a very strong presence in the issue.

- Thank you very much.

No, thank you.

Scott Lambert
Head of Marketing
Wound Media

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