Dalle UPS degli anni '60 all'open content, il progetto Wikiartpedia: ne parliamo con Tommaso Tozzi

wikiartpedia di Tommaso Tozzi

Pubblico con molto piacere questa intervista con Tommaso Tozzi sul progetto Wikiartpedia che, come ho segnalato qualche mese fa, ques'anno ha ricevuto una Honorary Mention di Ars Electronica.

Prima di continuare spendo due parole su Tommaso Tozzi. Fra i pionieri della computer art e della net.art italiana, è uno dei primi che in Italia guarda alle culture digitali come opera d’arte. Dalla seconda metà degli anni Settanta realizza progetti musicali, artistici e contro culturali e dal 1982 partecipa ad esposizioni collettive e personali in alcune tra le principali istituzioni espositive nazionali. Il suo interesse per i movimenti underground lo porta a realizzare fanzine, progetti di autogestione e autoproduzione e dalla fine degli anni Ottanta è stato tra i fondatori di alcuni network telematici indipendenti a carattere artistico e sociale e a progetti di archiviazione e mappatura delle culture alternative. Docente universitario e direttore del Dipartimento di arti multimediali dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Wikiartpedia rappresenta una continuazione della sua attività di ricerca e mappatura delle arti e della cultura digitale in ambito accademico.

Ma vi lascio alla lettura di questa densa intervista per scoprire insieme a lui la storia, l'evoluzione, la logica interna, le prospettive di sviluppo e le problematiche che il progetto ha affrontato, sottolineando come io stessa utilizzi spesso questa piattaforma come fonte di ricerca e approfondimento nel mio lavoro consigliandone la consultazione a curiosi e appassionati del settore.

[Foto in alto: Tommaso Tozzi, "Hacker Art BBS" - mostra collettiva "Anni Novanta", Galleria Comunale d'Arte Moderna, Bologna, 1991]

1. Tommaso Tozzi, fondatore di WikiArtpedia: come nasce il progetto e come si sviluppa negli anni

Il sito prosegue le intenzioni del mio progetto Hacker Art BBS del 1990 e del progetto di "Bio-Enciclopedia" cooperativa e partecipata da parte di tutti denominata Web Disk (https://www.strano.net/wd/welcome.html) che ho ideato e presentato nel 1997 a Firenze alla Festa dell'Unità Nazionale. L'avvento dei sistemi wiki e l'esempio di Wikipedia mi fornì nel 2004 lo strumento ideale per sviluppare il progetto, facendo nascere Wikiartpedia, e dunque centrandolo sull'ambito dell'arte delle reti e delle culture digitali con uno sguardo ampio sulle componenti sociali coinvolte nello sviluppo di tali culture.
I contenuti di Wikiartpedia sono stati realizzati in gran parte dagli studenti dei miei corsi presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara e di Firenze e l'Università degli Studi di Firenze. Ho provato a farne un elenco e ne risultano circa 500, ma presumo che gli studenti che hanno partecipato possano essere stati alcune centinaia in più, in quanto ho svolto il progetto anche all'interno di altri corsi di formazione.
Chiunque può inserire una nuova voce o modificarne una esistente. Il sito contiene attualmente circa 3000 voci relative a soggetti, opere, testi ed argomenti riguardanti la net art, l'arte e le culture digitali. Il sito ha attualmente una media di circa 1.500 accessi al giorno.

2. Parliamo di Hacker Art: all'origine di WikiArtpedia c'è una BBS, elemento che ha caratterizzato lo sviluppo della telematica nei primi anni '90. Qual'è la relazione del progetto con questa prima esperienza e cosa è stato mutuato di questa impostazione trasferendosi in un ambito accademico?

La relazione principale e sostanziale è il comune spirito di partecipazione orizzontale del cittadino alla creazione dei saperi, e la difesa del concetto di libera diffusione dei saperi. Entrambe i sistemi sono nati per tale scopo.
La BBS era collegata a una decina di circuiti nazionali e internazionali di telematica amatoriale che si scambiavano un consistente numero di forum sugli argomenti più disparati: dall'arte, all'attivismo, alle tecnologie, alla filosofia, alla politica, etc....
La BBS era dunque uno tra i tanti nodi di più reti.

Diversamente Wikiartpedia nasce per creare una sistematizzazione a carattere enciclopedico su un ambito tematico specifico, attraverso il sistema della discussione e dei contributi liberi e partecipati di tutti, sebbene abbia un suo centro nella produzione dei contenuti all'interno della didattica dei miei corsi.
Al momento Wikiartpedia, come luogo di raccolta di contenuti, è un nodo unico di una potenziale rete che si spera e si sta cercando di far nascere sia nel circuito accademico che in altri circuiti nazionali e internazionali. Questo non vuol dire che non esistono altri luoghi dove si raccolgono contenuti sugli stessi argomenti, ne esistono tanti ed eccellenti, ma tali luoghi non sono tra loro connessi e dunque ci si auspica che in un futuro prossimo si possano tra loro collegare in uno o più circuiti di scambio di contenuti.


3. WikiArtpedia e Wikipedia. Hai mai pensato alla possibilità di far confluire il progetto al suo interno? Se si perché, se no perché? Esistono degli ostacoli affinché questa prospettiva si realizzi?

Tra gli obiettivi del progetto vi sono:

- riuscire a coinvolgere nel progetto le più importanti realtà italiane del settore in ambito artistico sia istituzionale che non istituzionale.
- coinvolgere le istituzioni nel patrocinio del progetto
- creare un comitato scientifico allargato ai maggiori esperti del settore in Italia
- costituire una redazione ampia che riesca con continuita' a verificare e aiutare la corretta messa in forma degli articoli.
- iniziare un lavoro di traduzione in inglese, in particolar modo delle voci che riguardano soggetti italiani
- creare uno scambio di contenuti con la più nota Wikipedia, donandogli gli articoli.

Rispetto a quest'ultima ipotesi, già all'inizio del 2005, abbiamo partecipato ad un incontro degli wikipediani in cui esprimemmo la nostra volontà di “donare” le notizie a Wikipedia.
Nel 2006 ho provato a effettuare tale donazione, ma il “dono” (ovvero l'inserimento che provai a fare su Wikipedia di alcuni articoli tratti da Wikiartpedia fu rifiutato dagli amministratori che ne impedirono la pubblicazione. Nel 2007 ebbi un incontro con Sileni di MediaWiki in cui provai a ipotizzare la realizzazione di un software che automatizzasse il riversamento su wikipedia di alcuni degli articoli ritenuti da noi maggiormente affidabili e ben fatti. Già in tale occasione Sileni ebbe una perplessità sul fatto che usavamo licenze differenti (Gnu vs Creative Commons). Per un anno un nostro studente ha provato a realizzare tale software trovando alcuni problemi tecnici (da parte nostra sui sistemi di codifica del testo) ma anche per il fatto che non poteva testare la sua efficacia in quanto , naturalmente, non aveva l'autorizzazione ad accedere ai database di wikipedia. Per tali ed altri problemi (come spesso avviene nell'ambito della didattica) il progetto si è arenato. A inizio del 2009 ho riprovato dunque ad inserire manualmente alcuni articoli da wikiartpedia a wikipedia, ma dopo pochi minuti gli amministratori mi hanno bannato e tolto gli articoli inseriti. Le due giustificazioni sono state relative alle differenti licenze e alla differente impostazione degli articoli tra i due sistemi. Ho provato ad adeguare il template dei nostri articoli a quello usato su wikipedia e a reinserirli facendo presente che nel nostro sistema c'è una nota che al momento dell'inserimento di una notizia, o sua modifica, da parte di un utente/autore, chiede l'autorizzazione al passaggio da licenza Creative Commons a licenza Gnu nel caso la notizia venga spostata su wikipedia. Purtroppo non è stato sufficiente e gli amministratori di wikipedia mi hanno nuovamente bannato chiedendo che spedissi per lettera una esplicita autorizzazione all'uso per ogni notizia inserita, oltre comunque a ribadire una differenza tra i due sistemi. A quel punto ho rinunciato per la eccessiva complessità di tale “donazione”. Ora leggo che Wikipedia ha approvato il passaggio alla licenza Creative Commons e spererei che ciò possa essere un passo avanti nella direzione della fattibilità della donazione, ma rimane una differenza nel tipo di creative commons, in quanto la nostra vieta l'utilizzo commerciale, mentre la loro lo autorizza. Vedremo dunque in futuro se e con quali soluzioni sarà possibile proseguire l'ipotesi della donazione.
Il motivo per cui riterrei utile tale donazione è semplicemente perché favorirebbe la circolazione di tali saperi, scopo per cui è nata wikiartpedia.
Il creare un circuito di scambio di contenuti tra Wikiartpedia e Wikipedia sarebbe dunque possibile con determinati accorgimenti tecnici (facilitati dal fatto che si uso la stessa piattaforma wikimedia) e potrebbe essere dunque la creazione di una rete con più nodi di per se indipendenti.
Ma il problema principale non è tanto la tecnica (i cui problemi prima o poi vengono risolti) quanto il riuscire a mettere in rete le persone. E questo non è solo un problema di mettere d'accordo delle volontà, ma anche di riuscire ad armonizzare gli stili di vita, risolvere i problemi spazio temporali determinati dallo stare in rete.
Creare un rapporto implica sempre il dedicare a tale rapporto del tempo, dello spazio, oltre che delle risorse, e spesso ciò travalica quanto ciascuno è disposto a donare all'altro.
Riuscire a trovare un senso forte che giustifichi tale dono diventa dunque nodale per la buona riuscita del rapporto.


4. E ancora. Quali sono i meccanismi di accesso e di validazione interna dei contenuti? Quali le differenze, se dovessi fare un paragone, con quelli classici di Wikipedia?

Chiunque può accedere ai contenuti sia in lettura che scrittura. Attualmente la validazione è fatta attraverso un confronto tra docente e studente, ad eccezione dei contenuti (pochi) inseriti da esterni, che si cerca comunque di verificare, nei limiti delle nostre poche forze.
È chiaro, che in base alla filosofia degli open content, il miglior sistema di validazione dei contenuti è il fatto che sono gli utenti stessi a poter verificare e migliorare la validità scientifica delle notizie.
In wikipedia i grandi numeri di “volontari” che hanno potere di moderazione delle notizie garantisce un maggior controllo in tempi veloci. La speranza da parte mia sarebbe quella di riuscire a coinvolgere le istituzioni a far partire un progetto ministeriale che agevoli la possibilità di coinvolgere i cosiddetti docenti “esperti” del settore delle arti e culture digitali nella verifica scientifica dei contenuti di wikiartpedia. Nella qualità di coordinatore della Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Carrara ho organizzato un convegno nel 2007 al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato coinvolgendo soggetti del settore dell'Alta Formazione Artistica e Musicale e ho fatto tale proposta.
L'ipotesi è naturalmente molto difficile, ma trova consensi da parte di molti addetti ai lavori e dunque ritengo che potrebbe essere una strada praticabile, sebbene probabilmente andrebbe riprogettato il sistema proprio per permetterne una nuova vita all'interno di tale ambito istituzionale.


5. Il 2009 è, in qualche modo, l'anno del "riconoscimento ufficiale" decretato dalla Honorary Mention di Ars Electronica. Se dovessi fare un bilancio, quali sono gli elementi di successo e quali i punti critici del progetto?


Wikiartpedia è uno strumento di studio per gli studenti e un'occasione per apprendere competenze sia teoriche che sulla gestione di contenuti online, ma è anche un mediatore di relazioni all'interno di una comunità digitale attraverso la quale si favorisce lo sviluppo di valori e comportamenti di tipo cooperativo.
Da questa esperienza posso sicuramente aver rilevato la lentezza con cui si sviluppa un progetto di open content nel momento che tale progetto si svolge all'interno di un'istituzione di formazione con finalità didattiche. Tale lentezza però per certi versi favorisce anche il radicamento progressivo.
Elementi di successo sono la facilità con cui anche una persona poco esperta può partecipare alla realizzazione di una voce dell'Enciclopedia in modo cooperativo, come anche la duttilità dei sistemi wiki ad agevolare la creazione di sistemi di categorizzazione dei contenuti.
La caratteristica di strumento no-profit garantisce la neutralità dei contenuti, ma allo stesso tempo rende più lenta la creazione dei medesimi, soprattutto se il progetto non riuscisse a decollare sul piano della partecipazione extra-accademica. La pubblicità derivata dal premio di Ars Electronica favorirà sicuramente tale aspetto ma ancora non è chiaro l'esito della scommessa sul piano della partecipazione pubblica extra-accademica.


6. Un ultima domanda: Wikiartpedia è un progetto di open content. L'open content è una prospettiva senz'altro interessante capace di aprire nuovi scenari sia come strumento educativo che di apprendimento (penso, in ambito accademico, anche a progetti come l'Open Access Initiative): cosa ne pensi in proposito? Quali sono gli ostacoli ad un uso efficace e generalizzato di questi strumenti?

Sono naturalmente e da sempre favorevole a ogni iniziativa che permetta il libero scambio e la condivisione dei contenuti.
Questo senza limiti di sorta.
Open content, open access, credo siano solo nomi nuovi e varianti di pratiche antiche. Negli anni Sessanta l'UPS (Underground Press Syndicate) cercava di garantire il libero scambio di fanzine, mentre nello stesso periodo scienziati del MIT come Steve Crocker creavano il sistema del libero scambio di progetti scientifici denominato RFC (Request For Comments).
Il copyright è una pratica relativamente recente, nata nel Settecento, su cui la società moderna ha trovato uno dei suoi fondamenti. Ma prima di esso (come anche durante) è da sempre esistita la volontà da parte degli scienziati, intellettuali, artisti, e persone di ogni altro ambito settoriale di condividere liberamente contenuti e tecniche.
Il problema è che per introdurre tali concetti (e tali pratiche) intorno ad essi va rifondata la società secondo modelli differenti.
E questo è un processo lento a cui tutti si può partecipare in ogni attimo del proprio quotidiano.

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