Chi sono le LadyFest?

Ne avevate sentito parlare? Io no, fino a poco tempo fa. Ma eccomi a presentarvi questo esplosivo gruppo di "ladies" che nei mesi scorsi hanno fatto parlare molto di sè, attirando l'attenzione dei media nazionali.

E per le presentazioni partiamo infatti dallo scorso G8 svoltosi a l'Aquila, che le ha viste protagoniste di una performance/azione decisamente efficace: un faccia a faccia fra le "first ladies" dei capi di stato e le "last ladies" terremotate dell'Abbruzzo e un bellissimo "Yes, We Camp", con cui si sono guadagnate diversi servizi su quotidiani e tg e anche sul nostro PolisBlog. Ma le attività sul territorio non si sono limitate a questo: oltre a concerti ed eventi nel corso dell'estate, insieme a Rete 3e32, Epicentro Solidale è in costruzione lo sportello informativo delle donne "Magnitudo Ladies", una casetta di legno (tutta autoprodotta) situata nel nel Parco Unicef in via Strinella.

Il 21-22-23-24 maggio scorso a Roma ha avuto luogo il "LADYFEST_Roma" un festival do it yourself no-profit e itinerante alimentato da workshop, mostre, concerti, djset, teatro, proiezioni video, installazioni e merchandising di autoproduzioni: 111 le ladies che hanno partecipato e circa 2000 le presenze per questo primo festival queer femminista romano.

[Nel video in alto il promo di LADYFEST_Roma]

Il primo LADYFEST si svolge a Olympia nel 2000 e da allora sono stati organizzati centinaia di eventi grazie ad una rete internazionale "il cui nucleo concettuale condiviso è la promozione dell'arte indipendente, la decostruzione di modelli imposti e restrittivi, la rivalutazione del corpo e della sessualità come sperimentazione nelle sue infinite forme, in una prospettiva queer, antirazzista, transgender e femminista".

Ma per capire realmente chi sono le Ledies, usiamo ancora le parole con cui loro stesse si definiscono:

"Le Ladies hanno scelto il termine Lady perché il termine donna non basta più.

Le Ladies non polemizzano, fanno: usano la creatività non soltanto come strumento di autocelebrazione o commercio, ma come arma sottile per scardinare nel profondo strutture e modelli sociali avariati.
Le Ladies non bruciano più i reggiseni da un pezzo, visto quello che costano, ma usano merletti, boxer, baffi e mini come oggetti performativi e strumenti di azione politica.
Le Ladies rifiutano le mancate prese di posizione, in un momento in cui essere neutre equivale ad essere complici di giochi di potere legittimati ogni giorno dall’incessante terrorismo mediatico.
Le Ladies prediligono le relazioni orizzontali alle strutture verticali e rifiutano il concetto di leadership, espressione di una cultura machista e autoritaria, che rimbalza fuori dalle loro vite al suono di grasse risate.
Le Ladies non credono che la biologia sia destino, né tanto meno il genere. Intendono sesso e genere come categorie utilizzate troppo spesso per fini restrittivi e violenti. Le loro vite e i loro corpi sono eccedenti/eccentrici rispetto a quei modelli così come le loro sessualità e la loro dirompente curiosità. Non si riconoscono nella distinzione maschio/femmina né pensano che la femminilità sia “quel qualcosa di speciale” che le contraddistingue. Rifiutano questo terreno fertile di stereotipi e costrizioni e qualsiasi forma di discriminazione e violenza basata sulla razza, sul genere e sulle scelte sessuali.
Le Ladies sono attratte dai cambiamenti e spesso assumono nuove forme, perché avere una sola identità le fa sentire strette e asciutte.
Le Ladies pensano che la trasformazione dell’esistente passi attraverso quella delle idee e dei linguaggi, e che la trasformazione di questi avvenga attraverso lo scambio e la comunicazione. Per questo si muovono tanto negli spazi indipendenti ed autogestiti quanto in ogni luogo che contenga in sé un germe di possibile apertura, utilizzando il contenitore aperto Ladyfest per scambiare contenuti e nuove idee.

Le Ladies non amano il tiepido. Provengono ognuna da mondi diversi ma hanno dentro tutte lo stesso fuoco: i loro mantra sono autodeterminazione, desiderio e sperimentazione."

Le ladyfesters

Complimenti e speriamo di incontrarle presto per un approfondimento: intanto per chi volesse conoscerle meglio è possibile visitare il loro sito a questo link.

  • shares
  • Mail