La Biennale di Venezia tornerà a porre opere in vendita?

Non tutti sanno che la prestigiosa Biennale di Venezia, per 26 anni - dal 1942 al '68 - ha permesso ai suoi visitatori di comprare le opere esposte, qualora gli artisti l'avessero desiderato, beninteso.

La decisione di tenere i mercanti fuori anche da questo tempio, non pare sana né naturale a molti affezionati del grande evento, che rimpiangono i tempi in cui era Ettore Gian Ferrari a ricoprire ufficialmente l'incarico di trattare con i collezionisti, riservando a se stesso un 2% del prezzo che riusciva a spuntare, e molta della sua competenza agli acquirenti.

Si dice che il nuovo regime sia dovuto a un effettivo desiderio di occuparsi, almeno per una volta, in un'epoca in cui anche la nostra più riposta intimità è messa in vendita, di sola arte. Ma anche all'opposizione che a Gian Ferrari (e a chi gli sarebbe potuto succedere) dovettero presentare i mercanti d'arte non così strettamente legati alla Biennale.

Ora, una fiera d'arte, la "Cornice" (la stessa che esporrà la Claudia Rogge di cui ci ha parlato la nostra Margherita), pur molto meno importante della Biennale, si sta ritagliando sempre più dello spazio, sempre a Venezia, e proprio nei giorni della Biennale stessa.

E pare che il presidente dell'esposizione d'arte più prestigiosa al mondo, Davide Croff, stia seriamente prendendo in considerazione l'idea di riaprire i battenti dell'evento a uno o più professionisti della vendita di opere d'arte, entro il 2009.

Questo significherebbe, secondo voi, un'inevitabile caduta di stile? Permetterebbe ad artisti di valore minore di quelli esposti ora, ma decisamente più commerciabili, di avere più peso alla Mostra?

Oppure, pensate che riconoscere anche tramite una cifra, un prezzo, immediatamente, come un'ulteriore didascalia del suo significato - anche di questo aspetto del suo rapporto col pubblico - possa invece favorire dell'arte che ora viene snobbata dalla critica, e che altri potrebbero apprezzare?

immagine | Daniel Von Sturmer, Cube, Collaboration with Andy Thomson at ACCA, 2002 (rappresenta l'Australia alla Biennale 2007)

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