Italics approda a Chicago

Italics al Museum of Contemporary Art di Chicago

Un anno fa la mostra "Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione - 1968-2008" apriva a Palazzo Grassi, a Venezia, tra aspettative, polemiche e desideri, sia dalla parte del curatore Francesco Bonami, sia dalla parte del pubblico e della critica. Dal 14 novembre la mostra migra negli Stati Uniti, dove rimarrà fino al 14 febbraio 2010 al Museum of Contemporary Art di Chicago, di cui è direttore proprio Bonami.

Arte italiana dal 1968, artisti italici che negli obiettivi curatoriali dovrebbero avvicinare all'arte contemporanea un pubblico non necessariamente addetto ai lavori, artisti italici molto noti o meno.“Un’inchiesta su più di cento artisti che rappresentano una sorta di grande civiltà contemporanea scomparsa e all’improvviso tornata in superficie", disse Bonami presentando la mostra in Italia.

Achille Bonito Oliva definì come "indecente" la scelta degli autori in mostra, Bonami venne tacciato come servo del potere, Jannis Kounellis ritirò all'ultimo una sua opera a causa della commistione tra "maestri" ed emergenti, e, tra i non selezionati celebri, ci fu Mimmo Paladino. Ora la mostra se ne va negli States, dove il suo intento sarebbe quello di far vedere al pubbico americano una parte dell'arte contemporanea italiana, dopo "Italian Metamorphosis", una retrospettiva che copriva gli anni dal '43 al '68, prodotta nel 1995 dal Guggenheim di New York. Vedremo le reazioni della critica americana...

Italics al Museum of Contemporary Art di Chicago
Italics al Museum of Contemporary Art di Chicago
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