I Diari di Nanchino di Massimo Canevacci. Il coltello nel sorriso": 2° Puntata

massimo canevacci in cina

Come promettevo i "Diari di Nanchino" saranno un appuntamento domenicale.

In questa seconda puntata incontrerete due pranzi, uno ufficiale e uno che si svolge presso il ristorante dell'università. Il finale è invece riservato a una descrizione delle giovani cinesi e dei loro coetanei, "imitando Mauss": pennellate veloci dove si intravedono ragazze "flessibili come giunchi" la cui particolare andatura risulta priva di oscillazioni, magre con ombrellini per coprirsi dal sole e cellulari per comunicare col mondo, vestite nei modi più strani, tanto che provare a individuare tipologie è un'impresa impossibile...

Il perchè del titolo di questa puntata ("Il coltello fra i denti") lo lascio scoprire a voi, mentre per la prossima domenica, insieme al racconto troverete anche delle foto inedite scattate dal professore.

"Il coltello fra i denti

Ieri siamo stati invitati dal direttore del dipartimento a pranzo al ristorante “dei professori”. L’atmosfera era allegra e conviviale: ho dato i regali portati da Roma facendo un breve discorso… Il direttore ha risposto sorridendo frasi di circostanza tradotto da Xiao; c’era il vino rosso e nel mezzo, secondo la tradizione, un tavolo rotondo che girava intorno al tavolo più grande. Sono arrivate ben 17 portate alcune veramente buone. Pesce bollito, anatra, pesce in salsa caramellata, maiale a tocchi, molte zuppe di verdure, polpo, un fritto squisito ripieno con fette di zucca, brodi di carne e solo alla fine noodle, cioè spaghetti al brodo. Ciascuno prende con i bastoncini quello che vuole facendo girare il tavolo centrale. Per me grandi difficoltà con le bacchette, specie perché erano più grandi del normale, ma i vicini sorridevano compiaciuti e mi aiutavano… Solo il brodo si può prendere col cucchiaio di ceramica, piccolino. Ho fatto persino un brindisi all’amicizia tra Italia e Cina meravigliandomi di me stesso … poi in tanti si alzavano e brindavano a Sheila o a altre persone, tra cui Lin, di cui ho tessuto le lodi e tutti annuivano. Alcuni parlavano in un inglese difficile per me da capire. Ufficialmente tutto era a posto e pronto per i futuri appuntamenti previsti dall’accordo tra CUCN-SDC. Si parlava anche di Marco Polo, se è conosciuto in Italia, di calcio ecc. Insomma tutto al meglio. In serata telefona Lin disperata: è successa una tragedia, dice. Mentre pranzavamo, cioè nel corso stesso del mangiare, il direttore l’ha chiamata e le ha detto che l’esonerava dal coordinamento degli studenti italiani. Proprio lei e, dopo quel pranzo, così tranquilla e amichevole! A una mia domanda qualche giorno dopo ha risposto che in Cina è questo il modo di controllare le emozioni in pubblico mentre a casa poco dopo da soli si piange … Che fare? Le mando una mail di solidarietà e oggi le regalerò un mio libro con dedica. Vedremo. Diego mi manda una mail con questo proverbio cinese che ritorna sulla questione del sorriso che già Ilardi aveva individuato come un complesso sistema di segni cinese difficilissimo da capire…. "si sorride anche per lanciare affilati coltelli dalle punte dei denti"…

Finale leggero

Oggi è domenica e vorrei raccontare una cosa buffa, graziosa e istruttiva…siamo andati a mangiare al 2° ristorante, quello degli studenti, che ha diversi lati …ho scelto uno dove ero già stato perché ricordavo che c’erano le immagini così potevamo scegliere il menu indicandolo e in effetti prima tentammo di dire "yu", cioè pesce, ma capirono le mie mani che lo imitavano…poi indicai un piatto che dall’apparenza doveva essere manzo alla piastra e riso… solo che l’immagine stava sulla facciata sopra i cucinieri e un vetro impediva loro di affacciarsi e vedere quello che indicavo…la situazione sembrava buffa…il cuciniere chiamò due studenti per frarsi dire la mia scelta e un ragazzone alto e occhialuto iniziò a parlare incerto…il fatto è che di lato c’erano diverse spiegazioni che non si riferivano direttamente alle immagini per cui lui non riusciva a determinare il piatto …nuove risa… allora arrivò la ragazza: prese il cellulare, fotografò l’immagine da me scelta per mangiare e la mostrò subito al cuciniere! Lui rise soddisfatto e pure io quasi miracolato dalle tecnologie … Dopo 3’ un bel piatto di manzo tagliato a pezzetti (qui tutto è tagliato a pezzetti per essere mangiato con le bacchette di cui sono ancora maldestro) con bei funghi e sotto un riso - un po’ troppo a mappazza per i miei gusti - stava nel bancone …

Flash imitando Mauss

Le ragazze cinesi che frequentano questa università sembrano più giovani che a Roma, in genere sono belle ed eleganti, vestite nei modi più bizzarri, senza possibilità alcuna di solamente immaginare tipologie… il “genere” più diffuso sono i calzoncini corti o minigonne che mettono in risalto gambe lunghe e dritte… quando stanno da sole, camminano con l’ombrellino per ripararsi dal sole e il cellulare per parlare col loro mondo, dritte ma non rigide, camminano quasi scivolando, collocando l’intera pianta del piede a terra dal tallone alla punta dei piedi in una precisa rotazione che sposta il corpo senza oscillazioni… posso dire che sembrano dei giunchi flessibili dalle variazioni minime. Ad es i fianchi rimangono allineati al corpo intero e alla testa, le braccia oscillano alternativamente o sono occupate a reggere i due strumenti anzidetti con precisione e lievezza. Il senso della bellezza è dato per loro dall’essere bianche (per questo si riparano dal sole: niente abbronzature che qui si assimilano a visi contadini scuri) e magre ( per questo cenano alle 18.00). Quando mi vedono, mi fissano specie se in gruppo, a volte sorridono ridacchiando chi sa che cosa tra loro e persino mi salutano in inglese: non perchè sono “io” ma in quanto occidentale quasi unico in uno spazio di 10.000 persone e coi capelli alla “Einstein”, come mi ha detto Pippo (il simpatico studente delle parolacce) essere io stato percepito da uno suo amico. Se ho bisogno di aiuto, sono subito disponibili e finito il loro compito si allontanano in silenzio. Se amiche, stanno frequentemente mano nella mano e, se con l’amico, pure: ma mai abbracciati o con effusioni in pubblico. Per ora, mai vista una coppia baciarsi anche di notte sui viali. Ci sono diverse ragazze coi capelli schiariti. I ragazzi hanno i capelli trattati con un disordine coerente, una spettinatura verticale con immobili ondate successive. Per il resto del vestire, si possono dire le stesse cose delle ragazze: c’è di tutto. Direi, forse, meno belli e con qualche semi o cripto gay che ride coprendosi la bocca con la mano.

ps
le foto sono pronte. A breve saranno postate"

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