Parigi, Fondation Cartier - Born in the streets

Son passato alla Fondazione Cartier, che fino al 29 novembre espone Nati nella strada con molti nomi che hanno segnato la storia di questa arte chiamata a torto Graffiti e ormai anche Street Art (si chiama invece Aerosol Art o semplicemente, nella migliore delle ipotesi Wild Style). Qui sopra una panoramica della sala principale, purtroppo riprese e foto vietate (qui uno slideshow su Flickr).

Sala sotterranea con un grande wildstyle nascosto di Phase II, un grande Seen con il suo classico Hands of Doom, e un piccolo Part (ho avuto l'enorme piacere di acquistare il suo volumetto monografico edito dal sempre prolifico Akim di On the Run) - oltre ai maestri, il sottosuolo ospita belle teche di materiale originale e un apparato di video e show multimediali interessante. Esposte lì, e viste con un pò di commozione, anche diverse tele del compianto A-One.

Piccolo caffè all'aperto con l'opera che segue e che lascio a voi riconoscere. Barry Twist McGee in fase throw-up con un gigantesco Amaze in argento che domina l'entrata. Delta da Amsterdam in fase difficile da interpretare: completamente punk, ha distrutto una parte della superficie, limitandosi ad uno sketch scheletrico che purtroppo lascia un pò a desiderare, troppo violento e poco giocoso ed elaborato, almeno per un appassionato come me (viziato dalla sua grande produzione dei primi anni '90).

Con queste due impressioni disordinate, vi lascio alla recensione più normale de La Stampa, tutto sommato una bella esposizione: non capita tutti i giorni di vedere almeno quattro generazioni di writer tutte in un colpo solo, accompagnate da tanto video per chi ha bisogno di ricostruire la storia e le sensazioni dell'epoca dei pionieri, dal 72 al 78.

Nati nella strada - Fondazione Cartier

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