Futurismo Balneare, il reportage (1a parte)


Vi presentiamo oggi la prima parte del Report da Futurismo a Viareggio e in Versilia – Accadimenti e Riflessi dal 1918 al 1940, che si è inaugurata lo scorso 10 ottobre. Con questa mostra la città toscana comincia un'azione di recupero del suo passato artistico più nobile. Galeotta fu una mostra che nacque quasi spontaneamente novantun'anni fa al Kursaal, grande albergo e luogo di cultura oggi scomparso, in cui erano soliti soggiornare molti artisti. Fu l'avvocato Luigi Salvatori, uomo politico socialista, a lanciare il sasso.

Di quell'avvenimento ci restano poche testimonianze, un nome, Esposizione d’Arte d’Avanguardia Italiana, una data che la colloca nella seconda metà di agosto del 1918 e una serie di personaggi che vi presero parte: Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Primo Conti e Achille Lega. Tutti artisti che erano soliti passare le vacanze da queste parti, dipingevano e organizzavano esposizioni nate quasi per caso nelle calde estati. Quella volta sembra che fecero le cose davvero in grande e l'eco giunge fino a noi grazie ad una pubblicazione del 1919 di Filippo De Pisis dal titolo Pittura Moderna, che rifletteva sul portato di quella mostra.

A dir la verità, se anche il catalogo è andato perso, un'altra cosa ci resta, il bozzetto della locandina, che Fortunato Depero disegnò a matita, prendendo spunto da un suo dipinto. Proprio La Bagnante di Depero, che insieme a Profughe alla stazione di Primo Conti e la scultura in bronzo Ritratto di Bino Sanminiatelli di Enrico Prampolini rappresentano le tre opere che di quella mostra vengono riproposte a Viareggio fino al 20 dicembre.

Futurismo balneare
Futurismo balneare
Futurismo balneare
Futurismo balneare

Dopo questo collegamento ideale, l'allestimento procede proprio a partire dalle esperienze dei futuristi versiliesi: Lorenzo Viani, Moses Levy, Alberto Magri e Uberto Bonetti. Fu grazie all'assidua presenza di Marinetti qui e al coinvolgimento di queste personalità che il Futurismo a Viareggio trovò terreno fertile negli anni venti del secolo scorso. Un movimento di uomini e di idee che portò al Manifesto del 1929 e agli studi sull'aeropittura di Gerardo Dottori e Antonio Marasco, grazie alla creazione di un Campo d'Aviazione (oggi un quartiere di Viareggio porta il suo nome) e di un idroscalo a Torre del Lago.

Un fermento culturale che a livello letterario sfociò nella nascita del Premio Viareggio nel 1929, fortemente voluto da Marinetti, Repaci e Viani. È proprio quest'ultimo a fare gli onori di casa con i suoi quadri che più risentono dell'influsso futurista. Il Cantastorie e il Cieco e il bellissimo Difese Rurali, capolavoro di poeticità che condensa al suo interno le suggestioni di molta avanguardia del primonovecento. Del futurismo rimane una certa esasperazione delle forme, ma la tecnica della scomposizione dei piani rimanda più alla capacità di creare emozioni che non al culto della velocità e del movimento marinettiani. Il Viani di queste opere in mostra propone un linguaggio davvero particolare, che non si lascia contenere in alcuna definizione. La sua opera più futurista è forse Viareggio in maschera, in cui compare nei panni di Arlecchino un personaggio tipico vianesco, il Peritucco. [Il reportages dalla mostra di Viareggio continua domani con una ricca galleria di foto su Artsblog]

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