Report: Chagall e il Mediterraneo (1a parte)

Questo weekend sono stato alla mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa e sono rimasto piacevolmente colpito dall'allestimento. La location è proprio in pieno del centro storico della città toscana, sulle sponde dell'Arno. Il palazzo è stato restaurato con criterio e presenta ambienti ariosi e luminosi. Il percorso espositivo è lungo e ben attrezzato dal punto di vista informativo. Ci sono opere di Chagall che non si sono viste molto in giro, se non altro perché facenti perlopiù parte di collezioni private.

Una frase scritta a caratteri cubitali accoglie lo spettatore poco dopo l'ingresso, è la citazione di un intervento critico di Lionello Venturi: “Chagall ha dato uno dei maggiori contributi alla realizzazione della libertà nell'arte”. La stessa libertà che trafigge il pittore russo a partire dal 1926, ai tempi della sua prima discesa nel Mediterraneo. Nizza e la Costa Azzurra, poi il soggiorno a Peira-Cava, sulle Alpi Marittime. Lentamente Chagall scopre l'autonomia a livello compositivo del colore e della luce e decide di servirsene per dipingere.

Ne escono piccoli gioielli esposti in questa prima sezione della mostra. Litografie su carta finemente realizzate e poi disegni a pastello o acquarelli. Sono scorci delle città costiere francesi, ma soprattutto accenni a quella poetica che verrà. Donna con bouquet, Fidanzati nel cielo di Nizza, La coppia e il pesce. Quadri che sono poesie che parlano di solitudine, bellezza, colori del pubblico e del privato. A vederli da vicino viene da pensare che forse ogni amore ha un animale che lo protegge e in due si vola davvero sui cieli di Nizza.

Il percorso prosegue con autentici capolavori come The Fiancee With A Blue Face (La fidanzata con la faccia blu) e La mariée à double face (La sposa con la doppia faccia), che lasciano veramente di stucco per la semplicità dei colori e al contempo la preziosità della resa cromatica. Poi si passa a lavori dove viene fuori tutta la manualità del maestro. Siren and fish, Siren with poet sono lavori realizzati a gouache e pastello su carta. Un rapido sguardo alla stanza con le incisioni delle fiabe di La Fontaine realizzate negli anni '50. La volpe e l'uva, Le rane vogliono un re, e sono di fronte ai primi oli su tela di dimensioni più grandi. Bella with a a book and a vase of flowers (o Bella at Maurillon) è un quadro molto raro che 'ritrae' la moglie del pittore. Poi Woman with a bouquet of flowers on the table e ci si addentra in una parte dell'allestimento veramente particolare.

Quadri realizzati tra gli anni '50 e '70, accomunati da una spinta, una tensione ad indagare il rapporto tra l'individuo e lo spazio. Il paesaggio naturale – i boschi e le volte celesti – così come quello urbano diventano propaggini di un più vasto e potente paesaggio dell'anima. In questa dimensione il colore diventa veicolo di scambio, punto di passaggio di energie. Sto parlando di quadri come The concert, The table before the village, The red circus.

Poi Couple in a blue landscape, Couple above Saint-Lane, che parlano di amori sospesi, quasi estratti dalle cose. A vederli singolarmente fanno pensare al sogno, alla dimensione onirica, ma quando si è calati dentro alla mostra, la forza, il potere di realtà del pittore russo ti trascinano altrove. L'amore, raccontato attraverso il potere emozionale ed evocativo dei colori è quell'altrove. [continua qui]

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