Restauratori, una professione a rischio


Proteste in tutta Italia per i tagli del governo ai fondi per la conservazione, che di fatto mettono in pericolo il posto di migliaia di lavoratori del restauro. Il rischio è di non vedere riconosciuta una professione fino ad oggi svolta. Il riordino che la nuova normativa promuove rende quasi impossibile per un restauratore riuscire a testimoniare le attività svolte.

L'A.R.I. - Associazione Restauratori d'Italia con sede a Firenze ha indetto una settimana di mobilitazioni che avrà il suo culmine nella giornata di sabato 31 ottobre in occasione del Salone dell'Arte e del Restauro alla Stazione Leopolda di Firenze con la Tavola Rotonda sul tema: "La figura del restauratore di beni culturali alla luce della nuova normativa di riferimento: ambiti di competenza e prospettive".

8.000 aziende in tutta la Toscana (oltre 1.000 solo nel capoluogo) e migliaia in tutta la penisola, per scongiurare il rischio di chiusura stanno mettendo in piedi una raccolta firme da presentare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Oggetto di discussione i criteri del bando di concorso per l’accesso all’Albo dei restauratori, che non tengono conto degli ultimi anni di lavoro di molti professionisti del settore.

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