Report da EX3: Julian Rosefeldt


Ieri sono stato all'inaugurazione di EX3, il nuovo spazio per l'arte contemporanea a Firenze. Il luogo per certi versi trasuda storia, anche se recente. In passato è stato infatti uno squat e la location di un centro sociale (il CPA). Il nome EX3 è semplice, Exhibition nel Quartiere 3 di Firenze. La lunga attesa per avere a Firenze spazio per l'arte contemporanea sembra aver trovato negli ultimi tempi (e soprattutto in queste settimane) risposta. EX3 dovrebbe infatti divenire un nodo strategico nella mappa dell'arte contemporanea in Toscana, insieme alla Strozzina, al Pecci e alle miriadi di piccoli centri sparsi nel territorio.

Per affidare la gestione di questo spazio recentemente recuperato il Comune di Firenze ha indetto una gara che prevede l'erogazione di 90.000 euro annuali per un triennio. Come si può capire non sonomolti per uno spazio che mira a giocare un ruolo da protagonista nella vita culturale fiorentina e per questo EX3 invita chi può ad associarsi, la quota di base come sostenitori studenti è di 10 euro. Ieri si è inaugurato il primo allestimento ufficiale nello spazio di EX3 in Viale Giannotti 81, visitabile fino al 6 dicembre 2009. Julian Rosefeldt artista tedesco che ha vissuto in Italia ha presentato tre lavori. Tre installazioni video multicanale, molto intriganti, divertenti e ben girate. Un omaggio alla purezza del linguaggio cinematografico ed una grande potenza narrativa.

American Night
è l’ultima produzione dell'artista e sfrutta 5 canali di proiezione. Si tratta di una celebrazione del genere western che è anche una ricerca e una testimonianza del tempo dimenticato, perduto. In più è un'indagine dei rapporti tra arte e cinema. Le altre due videoinstallazioni in mostra sono Stunned Man (2004), un lavoro dove ogni canale presenta altre prospettive di scena, un video senza punti fermi a livello cronologico e pieno di riferimenti individuali. Poi Lonely Planet (2006) è un video circolare di sedici minuti davvero ben fatto e gustoso nella qualità delle immagini.

L'arte di Rosefeldt emerge con forza in questa mostra curata da Lorenzo Giusti e Arabella Natalini. Da una parte la sua attenzione si concentra sulla costruzione della memoria collettiva, lo svelamento dei meccanismi del cinema. Il suo è un lavoro che parla degli Stati Uniti visti dalla prospettiva di un non americano.

Ciò che più colpisce nei suoi lavori è la sapiente miscelazione di ironia e poesia. Quando nei suoi film appare il backstage, stiamo entrando nell'apice di un climax. Inoltre ci sono tratti, dettagli, caratteri volutamente posti in contrasto che creano mistero per lo stesso autore.

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