Report da EX3: Ian Tweedy


L'altra mostra che si svolge in contemporanea nello spazio EX3 è quella di Ian Tweedy. La mostra 70 Zeppelins è un'installazione consettanta diversi disegni che raffigurano dirigibili. Tweedy è nato in una base militare e ha vissuto per diversi anni a Roma dove, giovanissimo, ha dato avvio alla propria carriera artistica come writer. Il suo interesse nel 'writing duro e puro' si è col tempo affievolito, quando ha iniziato a ragionare su come la pratica del writing poteva coniugarsi con altre ricerche legate ai concetti di memoria collettiva e della storia.

Tweedy parla di se stesso come di un history maker, uno che manipola la storia attraverso oggetti ritrovati, che reinterpreta muovendoli, cambiandoli di contesto. Nel foyer di EX3, Tweedy ti accoglie col suo zeppelin, un oggetto di pace e di guerra allo stesso tempo. Nato per scopi militari e passato ad usi civili, è stato il primo velivolo a lanciarsi in cielo.

In un'altra stanza Tweedy ha poi realizzato una pittura murale site-specific. Un'opera davvero bella e particolare (che verrà rimossa tra poco più d'un mese) e che fa pensare allo stile optical, decisamente geometrica, che riprende una pittura utilizzata per scopi militari sulle navi, a cui conferisce un'impressione diversa, e rende capace di sfuggire ai radar e ai mirini.

Tweedy dichiara: “non ho tanta fiducia nella storia che mi hanno insegnato”. Riscrivere la storia per “agguantare” frammenti di storia collettivamente digeriti è un lavoro concettualmente complesso, ma visivamente immediato. Storia collettiva ed autobiografia si mescolano e si contaminano continuamente. L'artista dedica gran parte del suo lavoro alla costruzione delsuo personale archivio, fulcro della sua attività creativa. Un archivio è a disposizione di altri artisti, un grande archivio aperto.

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