Living Decays di Davide Fasolo

Non capita tutti i giorni di vedere un documentario così ben fatto, se poi il regista è un italiano, ancora meglio. Si chiama Living Decay (fairy tales in the middle on nowhere) ed è l'ultimo lavoro di Davide Fasolo, regista di base a Torino. È il suo viaggio nel 2008 nel profondo nord europeo con due street artist norvegesi che non vogliono essere filmati in volto né intervistati, Dolk e Pøbel.

Un video di dodici minuti che è allo stesso tempo la 'restituzione' audiovisiva dei loro interventi su alcune vecchie case in legno nelle Isole Lofoten nel Nord della Norvegia e un documentario naturalistico su queste terre. Autoprodotto dalla Nulliversi, Living Decay (a portrait of a changing landscape) racconta con delicatezza e partecipazione un viaggio attraverso i sensi, un'immersione nella Natura e nella naturalezza del gesto artistico.

Così nel mentre Dolk e Pøbel preparano, fissano e intagliano la carta per gli stencil, il paesaggio della Norvegia si apre allo sguardo. La voce narrante, che apre e chiude il video, è quella di John Fekner, pioniere della street art negli anni '70. La colonna sonora originale è di quattro gruppi piemontesi: Armstrong?, Perturbazione, Farmer Sea e Starving Pets.

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