I vincitori di Share Prize '09

Andreas Muxel

Il Piemonte Share Festival si è concluso domenica scorsa ed ecco a voi una retrospettiva a partire dai vincitori dello Share Prize '09, che quest'anno a sorpresa ha assegnato per la prima volta insieme all'Environment Parck di Torino un premio spaciale: il green award per la tecnologia a impatto zero.

Ma veniamo ai winners. La giuria, che ha visto le due presenze eccezionali di Bruce Sterling e Andy Cameron (direttore di Fabrica), ha assegnato il primo premio a Connect di Andreas Muxel: la scultura cinetica con il suo moto perpetuo "genera continuamente drammatici episodi di comici fallimenti e di eroica determinazione " capaci, secondo i giurati, di rappresentare un mondo in crisi in sè concluso. La menzione d'onore è invece stata assegnata al Calculating Space, il complesso lavoro di Ralf Baecker, realmente capace di colpire nella sue bellezza geometrica che ricorda la storia della computazione. Infine il green-award è andato a Squatting Supermarkets di Salvatore Iaconesi, progetto speciale dello Share non in gara che ha sorpreso e coinvolto tutti in un continuo di performance e azioni lungo i sei giorni di festival: speriamo che il green award di quest'anno possa essere una continuità e che si integri nella struttura del concorso.

E adesso - lo avevo promesso - ecco la mia personale graduatoria dopo aver visto le opere dal vivo. Il mio vincitore è Sciame di Francesco Meneghini e William Bottin. Opera che mi ha sorpreso per la sua delicatezza: fili di cotone scuro (quelli da cucito) sospesi, piccoli pezzi di carda rettangolari attaccati ai fili, un ventilatore, una luce blu e i suoni del Grillo Parlante (lo ricordate? Proprio lui, quella primordiale tastiera che molti bambini fra cui naturalmente la sottoscritta, hanno giocato) a creare delicati, organici e artificiali rumori di insetto in una stanza scura. Praticamente una istallazione costruita con nulla da un effetto bellissimo.

[Nella foto: particolare di Connect - Andreas Muxel]

Voglio infine sottolineare un elemento che forse ha inciso in modo determinante sulle graduatorie. l'installazione Random International, la comunità di specchi che mi aveva effettivamente incuriosito all'inizio, è stata venduta a un privato senza partecipare ai sei giorni di festival: al suo posto è rimasto solo un video illustrativo di presentazione. Random International ha dunque ottenuto un successo di mercato (e questo è innegabile), ma premiare un opera "non pervenuta" sarebbe stato forse d'imbarazzo e per il festival e per la giuria.

Morale: non si può avere tutto...

muxel

[Connect: visione completa dell'installazione]

share prize 09

[Calculating Space]

salvatore iaconesi, fake press, share prize, green award

[Squatting Supermarkets]

share prize 09

[Sciame]

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