L'India "critica" di Sheba Chhachhi a Milano

Sheba Chhachhi

"Between stories" è il titolo della prima personale italiana di Sheba Chhachhi, ora aperta alla galleria Paolo Curti / Annamaria Gambuzzi. L'artista (classe 1958, nata in Etiopia, vive a New Delhi) cerca di affrontare e di indagare nelle sue opere l'infinita complessità dell'India: fotografie, sculture e lightbox mostrano trasformazioni urbane (e relative critiche all'urbanizzazione), problemi ecologici, riflesioni sul corpo, sulla marginalità, sulla globalizzazione e sulla condizione femminile...

Proprio i lightbox sono al centro della mostra milanese, dove ne saranno esposti otto, oltre a un video: si tratta di diversi tipi di "frame", all’interno dei quali scorrono immagini senza sosta. Alla galleria viene anche inaugurata una nuova serie di pezzi, The Illuminated Books, dove il "box" diventa un libro: nelle due "pagine" aperte, da un lato un' immagine della tradizione, dall'altro un testo antico e un film dedicato alla contemporaneità.

Un esempio: Locust Time è uno dei lightbox in mostra, dedicato alla riflessione sullo sviluppo dell'urbanizzazione: si vede l'immagine satellitare della pianura del fiume indiano Yamuna, con aree desertiche e acque contaminate, sopra cui volano delle specie di donne-locuste che guardano la situazione ecologica dell'ambiente rovinato. I lavori di Sheba Chhachhi sono davvero interessanti, tra cultura spiritule, temi globali e messa in scena contemporanea: fino al prossimo 26 febbraio, a Milano.

Sheba Chhachhi
Sheba Chhachhi
Sheba Chhachhi
Sheba Chhachhi
Sheba Chhachhi

  • shares
  • Mail