cuore.uno.zero - intervista a Stefano Sburlati

cuore.uno.punto.zero@paratissima 2009 from stefano sburlati on Vimeo.

“cuore.uno.punto.zero” è l’ultima opera di Stafano Sburlati. Esposta in occasione di Paratissima, la video installazione reagisce in tempo reale ai battiti cardiaci dell'utente, ed è questa l’occasione per conoscere l’artista e il suo lavoro.

Scopriamo insieme a lui le radici del suo interesse per il digitale, da pc che ha visto in casa sin da bambino, a videogames, riciclaggio di vecchio hardware, fino ad approdare alla telecamera passando dal cinema all’arte digitale. Dell’installazione e dell’esperienza di Paratissima ci offre una descrizione incisiva, fresca e sentita, dove il pubblico entrato improvvisamente e in modo inaspettato in contatto con “l’interiorità biologica” del cuore inizia a giocare, balla, trattiene il fiato, mentre una donna incinta scorge il battito del feto...

Ma come sempre, vi lascio alle parole di Stefano, un artista che segnalo per la prima volta al pubblico ma che vale la pena tenere d’occhio.

Buona lettura.

Stefano Sburlati: brevi presentazioni per i lettori di ArsBlog. Da dove nasce il tuo interesse per l'arte digitale?

Ho 34 anni, faccio il videomaker. Padre ma figlio, docente qua e là ma ancora dottorando, esperto ma newbie, vivo in mezzo alle dicotomie... In effetti mi sento vicino alle tematiche sul "digitale" non tanto per questioni anagrafiche quanto per "nascita": fin da piccolo ricordo in casa mia i computer (dal C64 ai primissimi PC e mac). Poi, da ragazzino, dai videogiochi sono passato ad assemblare hardware per rivenderli, per cui sono da sempre coinvolto in reti, software e computer...  Negli anni dell'università mi sono avvicinato al cinema prima ed all'arte poi, per virare quindi verso il video che è una dimensione più intima e manipolabile, oltreché più vicina alla mia sensibilità. A questo punto, il mio interesse per l'arte digitale si confonde con il mio percorso personale, di interessi, di studi e lavoro. E, di fatto, come videomaker sono nato con l'affermarsi, sia a livello professionale che a livello consumer, del video digitale, per cui manipolabile, riproducibile, ed anche più economico degli anni precedenti. La tecnologia (penso, ad esempio, al mondo Arduino) permette di unire l'interazione tipica innescata dagli ambienti digitali con le possibilità comunicative ed estetiche del video. Anche a chi non è un esperto programmatore di interfacce o software elaborati.

- Nei tuoi lavori il video sembra avere un posto centrale: cosa rappresenta per te le telecamera e qual'è la prima volta che l'hai presa in mano?

Sì, il video come ho detto prima è il mio ambito di riferimento. Al di là delle questioni professionali, la telecamera è un occhio elettronico, non necessariamente unico o tantomeno privilegiato. Mi interessa anzi la pluralità delle visioni possibili, non perché autorevoli ma perché portatrici, ciascuna, di un punto di vista. Inoltre il video consente di manipolare il tempo, di gestirlo come flusso. Mi interessa molto la videoarte, anche se un po' "di moda" ultimamente: quando è unita ad un certo grado di consapevolezza credo abbia ancora molto da dire, anche perché, per sua stessa natura è un'arte borderline, che si pone al confine fra ambiti che vengono (spesso artificiosamente) separati.../

- Parliamo di "cuore.uno.punto.zero": ci descrivi brevemente l'installazione e il suo funzionamento?

Ho pensato questo lavoro parlando con un amico che scrive, mi parlava del suo libro in cui il battito cardiaco è molto importante per un personaggio.
cuore.uno.punto.zero è un'installazione che mette il battito cardiaco al centro dell'interazione con l'ambiente. Il sistema risponde sia ai battiti che alla loro velocità che al loro andamento: se aumentano o se diminuscono. L'installazione è composta da uno schermo di proiezione, alcuni computer, due file di led e della musica. In questo ambiente, una semplice fascetta vestita dall'utente consente di rilevare i suoi battiti e di inviarli wireless al sistema, che li rimbalza a sua volta e manipola le luci led, l’audio e il video, in diretta relazione al cuore. Ad esempio, le due file di luci Led si accendono ogni volta che viene rilevato un battito, dando immediatamente conto delle pulsazioni e della loro velocità. I video sono anch'essi legati al battito, ma in maniera più sottile: uno sfondo astratto va in loop, mentre altri video si compongono nella proiezione in tempo reale, in base all'aumentare o diminuire del battito, indipendentemente dal suo valore assoluto . Anche la musica segue lo stesso principio, la traccia modifica la sua velocità di riproduzione in base all'andamento del battito, inoltre una variabile casuale ordina al computer di saltare alcuni campioni audio ogni tanto. In questo modo ho voluto inserire, anche come principio, un piccolo elemento di casualità, in modo che, anche dato il caso di due persone con lo stesso battito che interagissero con l'installazione nello stesso momento, ci sarebbero comunque due esperienze diverse.
In particolare, un video centrale richiama visivamente la nostra immagine di cuore, e al centro, veloci come pulsazioni, ho messo alcune parole che pulsano e che, come singoli e come cultura, associamo tipicamente al cuore. Due metafore visive diverse, legate al cuore, che hanno proprio questa duplice natura, biologica e concettuale ad un tempo: da un lato muscolo fondamentale per vivere, dall'altro, proprio in virtù della sua centralità biologica, rivestito di significati altri: culturali, spirituali, simbolici, ecc...

- Che reazioni ha avuto il pubblico interagendo con l'opera?

Questa è stata la parte più divertente: vedere la gente "giocare" con il mio lavoro, e devo dire che l'accoglienza è stata molto buona. C'era chi correva sul posto o ballava per verificare la risposta del proprio corpo, chi teneva il respiro e chi si baciava per verificare accelerazioni o rallentamenti... Soprattutto ho parlato con tantissime persone, ed ognuno mi ha dato un punto di vista diverso, da chi si sentiva" felice e rilassato" a chi invece si sentiva "sperso", quasi a disagio in questa sorta di specchio deformato della propria interiorità biologica... Una donna incinta è riuscita a sentire le pulsazioni del bimbo ed era tutta emozionata!

- Infine una domanda: l'istallazione è arrivata a Paratissima. Ero a Torino e l'evento mi è sembrato molto vissuto. Qual'è la tua impressione, anche rispetto alla cornice più istituzionale di Artissima?

Paratissima è stata un'esperienza molto bella e divertente, era la prima volta che esponevo qualcosa qui  e sicuramente è un evento vivo e pulsante, sia dal punto di vista della risposta della gente che da quello culturale. Si tratta di un evento che coinvolge un intero quartiere nella sua organizzazione, con l’utilizzo dei suoi spazi e l’inclusione delle persone che vi vivono quotidianamente, che ha popolato le strade di San Salvario, nonostante le avversità atmosferiche, e che ha dato la possibilità a molti giovani esterni al circuito tradizionale dell’Arte di proporsi e mettersi in gioco con grande successo a differenza di Artissima, che rimane una manifestazione elitaria e estranea ai reali ritmi della città e della gente.

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