Intervista a Orticanoodles, street art a Milano


Prosegue il nostro appuntamento con le interviste autunnali di Artsblog. Eccoci oggi a parlare con Orticanoodles, street artist di base a Milano, che con il suo lavoro sta portando l'eco della scena italiana dello stencil in giro per il mondo. Mura, pareti, oggetti di design, ogni superficie è buona per accogliere i suoi disegni.

L'intervista è l'occasione per capire qualcosa di più sulla tecnica dello stencil e per tentare di decifrare il complesso rapporto che lega un'artista urbano al reticolo di una città in continua trasformazione. Evoluzione, involuzione...Milano cancella le tracce del suo passato sotto i manifesti pubblicitari e fatica a far emergere il suo genius loci, a rigenerarsi attraverso la creatività che nasce spontaneamente, in maniera genuina, all'ombra dei suoi palazzi.

* Come nasce la tua passione per l'arte?

Ho sempre avuto interesse per l'arte e la libera espressione, ho sempre disegnato, colorato, imbrattato... oggi, quando mi si chiede che faccio, dico io "pitto".

* Quali sono stati i primi stencil che hai visto in giro? Dove?

Gli stencil e gli spray mi sono sempre piaciuti, dove sono nato io, ce ne erano molti, esclusivamente a carattere politico ma io adoravo la tecnica. Uno dei primi a farmi breccia nel cuore [e a rimanerci] è stato un lavoro di Lucamaleonte, il suo ritratto a grandezza naturale al csoa Strike di Roma.

Orticanoodles
Orticanoodles
Orticanoodles
Orticanoodles
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* Quand'è che hai realizzato il primo stencil?

I primi esperimenti in strada con tag orticanoodles risalgono alla fine del 2004.

* Tempo fa ho visto uno dei tuoi lavori per la mostra 'Ortiche' alla Galleria Traffic di Bergamo, “Madonna 2 litres with son” e sono rimasto veramente a bocca aperta... come è nato questo lavoro? (Interessante davvero l'apparizione delle bottiglie accartocciate...gli artisti pop erano affascinati dalla perfezione dei prodotti sugli ascaffali....qui invece si sta parlando di una traccia, un segno della contemporaneità che prescinde dalla bevanda coca-cola..... Si tratta di un caso isolato o fa parte di un progetto creativo che stai portando avanti?
Quello stencil è nato all'interno del progetto "Ortiche", che si sviluppa attraverso la rielaborazione dei marchi all'interno del contesto cittadino. Ortiche appunto, come erba cattiva che nasce spontanea nell'ecosistema città, mutandolo. In questo, come in tutti i miei progetti, cerco di mettere un capo e una coda, di stabilire dei margini. Ma poi Orticanoodles si sviluppa nel tempo in maniera continuativa, per cui in ogni progetto c'è sempre qualcosa del precedente e qualcosa del futuro... insomma è un più vasto capitolo su cui sto lavorando e divertendo...


* Che mi dici invece dell'uso del colore? Vedo che stai uscendo dai confini di uno stile grafico, con dei rimandi al mondo digitale...che margine di sperimentazione hai rispetto alla tecnica dello stencil e all'uso dei colori per gli sfondi?
In questo momento mi sto allontanando un po' dallo stencil inteso nella maniera più pura, per creare un artwork nuovo, avvicinandomi ad un ottica piu mixmedia-stencil. Forse perché ho piu padronanza della tecnica e mi sento piu sicuro anche a 'sbagliare', lavorare di getto e calcolare meno, o semplicemente sto sbagliando e basta!

* Parlando con la gente comune, stencil è sinonimo di bricolage...allora mi vengono in mente due domande: quanto c'è di autodidatta nella tua tecnica e quanto hai appreso invece dall'esperienza di chi ti ha preceduto?
Spessissimo mi trovo in questa situazione: sto faccia al muro e dipingo con gli stencil e alle mie spalle sento dire "eh... ma con gli stampini son capaci tutti!" La cosa mi diverte tanto e mi rincuora. Esisterà sempre qualcuno che posso impressionare e far innamorare con il mio lavoro. Spesso questo succede con chi non conosce la potenzialità dello strumento, lo stencil è di veloce esecuzione, i multilayer (gli stencil a più strati n.d.) stupiscono chi non li conosce e l'impatto è una componente chiave nel lavoro con gli stencil. Per quanto riguarda la tecnica e gli altri stenciler, il confronto è continuo, si lavora fianco a fianco durante gli eventi e così ho avuto modo di vedere le diverse scuole che principalmente si suddividono per aree geografiche: gli inglesi, nella maggior parte usano una balsa sottilissima, carta i francesi, plastica in italia..... e cosi per spray, cutter (taglierini n.d), colle ...

* E prendendo in considerazione da una parte l'aspetto più ornamentale delle decorazioni a stencil nelle case e dall'altra un uso radicalmente opposto dello stencil, quello politico che faceva la cultura punk negli anni '70...che mi dici?
Perché no, stencil è solo una tecnica molto versatile e a basso costo che permette di riprodurre immagini, adoro che ci puoi rinnovare il bagno o gridare il tuo dissenso in manifestazione.

* Mi sembra che la tua arte abbia un rapporto abbastanza stretto col mondo della pubblicità...

Io stesso ho uno stretto rapporto con la pubblicità, in primis come ex addetto ai lavori e poi come fruitore....Milano è veramente coperta, anche in questo momento di crisi siamo bombardati da megabanner e affissioni fuori formato, tanto da cambiare il paesaggio fino a diventare il paesaggio stesso! Non faccio analisi della pubblicità di per sé, non guardo tv e non mi interesso della pubblicità come fine, ma di essa all'interno del contesto città.

* Che mi dici della tua partecipazione al festival Paint & Beer in Olanda... come ti sei trovato? In generale poi quanta importanza ha per te girare il mondo e conoscere altri artisti?
Un muro in città resta sempre la superficie piu ambita per dipingere, andare all'estero e usufruire di un occasione per farlo è per noi il massimo che possiamo pretendere, ci piace e appaga molto.

* Come si sta a Milano di questi tempi? Gli spazi si chiudono o si aprono?
Le lotte per gli spazi e la tolleranza sui graffiti sono finite da molto, adesso crescono i grattacieli, i centri commerciali e le aree dedicate, tutto è stato chiuso, i simboli delle nostre sconfitte crescono giganti e fieri nel cielo.

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