Design Miami - live -


E' difficile commentare il nulla se non si è filosofi o politici, quindi non ci proviamo neppure. Tuttavia è cosa rara sentire un numero di commenti così unanimemente negativi come invece è accaduto in occasione dell'inaugurazione di Design Miami, la più importante tra le manifestazioni satellite di Art Basel, mai come quest'anno iper pubblicizzata e sbandierata dalla sua musa Ambra Medda.

Poche gallerie, molte cose già viste allestimento mediocre così come gli spazi. Anche il festeggiato, il "designer of the year" Maarten Baas si presenta in veste dimessa e con pezzi conosciuti. Molta mondanità di contorno e l'immmancabile Naomi, ma contenuti veramente modestissimi. Del tutto improponibile un qualunque confronto col salone del mobile, con cui non c'è neppure gara.

Non molto meglio le cose al MOCA, che inaugurava con "the Reach Realism" , una mostra non certo indimenticabile. Bella come sempre, invece, l'opening da Perrotin, intelligente, colto, simpatico e con una galleria stupenda sia architettonicamente che per i pezzi esposti; il fatto poi di fare una festa open e non con lo snervante sistema degli inviti, delle carte, dei Vip, gli vale un bonus.

Quest'anno Art Basel pare sia sul risparmio ed è stato eliminato il cosiddetto welcome reception al Delano, sostituito da un cocktail più esclusivo al Mondrian, una delle ultime creature della compagnia Stark. Anche i piu' grandi sostenitori del Delano sono rimasti a bocca aperta davanti al tramonto sulla terrazza del Mondrian, uno spettacolo veramente indimenticabile. Oggi apre Basel, molta attesa per una fiera più grande e totalmente rinnovata, ma in giro si sente "bigger is not better!"... speriamo si tratti di scaramanzia, fra poche ore lo sapremo..

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