Miami Art Basel 2009 - Live -

Si dice che uno dei pochi meriti della crisi sia il ritorno alla selezione, alla ricerca della qualita'; a giudicare da questa edizione di Miami Art Basel inaugurata ieri questo apparirebbe un concetto piuttosto vero.
Magari non si vedono pezzi memorabili, ma la qualita' media c'e' ed e' pure alta, sia a livello di grandi nomi che di gallerie piu' piccole. In termini assoluti le opere piu' importanti si vedono nel Moderno o nello storicizzato, rispetto al vero e proprio contemporaneo, e questa e' gia' una novita' rispetto alle ultime edizioni; peraltro sembra che anche sotto l'aspetto vendite il 900 abbia piu' successo, ma qui siamo in un campo difficile da giudicare dove girano piu' leggende che verita' (si favoleggia di un Magritte venduto nella prima ora di fiera).
Certo e' che rispetto a qualche edizione fa dove dopo un paio d'ore di "first choice" la fiera pullulava di pallini rossi di "venduto", oggi come oggi la varicella sembra passata e non pare che i collezionisti facciano risse per arrivare primi agli stands. Tra gli aristi, oltre ai soliti noti made in Usa (su tutti una recente produzione di Richard Prince memorabile), molto ammirati Robert Longo con opere a carboncino gigantesche e spettacolari (una foresta di circa 6 metri per 4 e' forse l'opera piu' commentata della fiera), Francesca Woodmann, la fotografa suicida a 23 anni, presente oltre che in fiera, nella prestigiosissima collezione Ella Cisneros.


Vista Pulse, una fiera che ogni anno cresce sempre di piu': gallerie piu' piccole, opere scelte, prezzi ovviamente diversi da Basel; una nicchia che dovrebbe essere tenuta in maggior considerazione dalle gallerie Italiane, che forse invece la snobbano un po' troppo; ci
rappresenta Guidi & Schoen con uno stand tutto dedicato a Giacomo costa, fresco fresco di biennale, e che ha suscitato molto interesse tra gli spettatori.

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