I diari di Nanchino - The End

i diari di nanchino di massimo canevacci

Come ogni ciclo, i Diari di Nanchino volgono al termine.

L'esperienza del prof Massimo Canevacci come docente si sta concludendo, come potete immaginare una periodo intenso e complesso di spostamenti, trasferimenti e riassestamento: stavolta un cambio radicale di suoni, paesaggi, cibi ma anche alfabeti.

Speriamo di avere insieme il tempo per una riflessione finale col professore, intanto vi lascio con la mia. Perché pubblicare su un blog che si occupa essenzialmente di arte un contenuto così eterogeneo come questi Diari?

[Nella foto: donne soldato sfilano a Pechino il 1° ottobre per il 60° anniversario della Repubblica Popolare Cinese]

Al di là della bellezza e delle riflessioni penetranti che contengono e che mi avevano colpito dall'inizio, quello che mi interessava erano due cose. Aprire uno spaccato su un mondo profondamente altro come può essere la Cina, raccontato con gli occhi e la sensibilità di un antropologo (anche se questi Diari, lo ripeto, non vanno considerati come un saggio antropologico) e farlo direttamente da un mondo in cui la libertà di informazione incontra censure e ostacoli per noi inimmaginabili.

L'arte non è una forma, un concetto, una mostra, una collezione di oggetti racchiusa in un museo e comprensibile in sé. L'Arte con la "A" maiuscola non esiste, come non esiste la "Cultura" ma le culture. Fatte di stratificazioni di gesti, quotidianeità, rapporti economici, sociali, ecologici, cibo, dress-code e un continuo remix di questi elementi: in questo senso l'antropologia (o meglio ancora il metodo etnografico) è un bel punto di vista che varrebbe la pena di applicare alla lettura di fenomeni artistici e culturali (e non solo).

Non è difficile che su questo blog (o sulle migliaia di fonti di informazione di cui vi servite) si parli di artisti o manifestazioni cinesi. Il racconto di Massimo, che ha intrecciato alulee universitarie, descrizioni di luoghi e città, di volti e modi di comunicare, riflessioni sul linguaggio, le immagini e le trasformazioni del potere in Cina credo possa aiutarci a collocare in una profondità diversa e comunque maggiore le informazioni che assorbiamo da quel lato di mondo.

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