Craftivism al Museo Arnolfini di Bristol

craftivism

Craftivism = craft + activism. Ne avete sentito parlare?

Il termine Craftivism viene coniato intorno al 2003 dalla scrittrice Betsy Greer, finendo con l'identificare pratiche sovversive che incorporano elementi di anticapitalismo, ambiantalismo e femminismo di terza generazione (third-wave feminism) incentrati sul craft. Ovvero quando l'arte del "fare la maglia", il "ricamo" e il "cucito", quelle atrtività tipicamente femminili relegate da sempre alla sfera privata e "non produttiva" e negate dal "secondo femminismo", irrompono nelle strade per diventare lifestyle , sensibilità, capacità di ripensare il mondo e la realtà circostante. In sostanza le giovani donne del XXI ergono a privilegio la possibilità di esprimere loro stesse attverso le arti e i mestieri, grazie al duro lavoro di liberazione fatto dalle loro mamme...

Il Museo Arnolfini di Bristol inaugura da oggi 12 dicembre 2009 al 14 febbraio 2010 "Craftivism", un progetto relazionale di arte contemporanea che tenta di rispondere a un rianimato interesse nell' arts & crafts (arti e mestieri) come pratica artistica socialmente impegnata. 14 i progetti selezionati di artisti e collettivi che utilizzano tattiche di craftivism associate a tecnologie, open source, interazione e partecipazione con gli aspetti sociali, arte e moda: Kayle Brandon e Heath Bunting; Rhiannon Chaloner e Manuel Vason; glorious ninth; GOTO10; Rui Guerra; Christine e Irene Hohenbuchler; Household; JODI; Mandy McIntosh; Gloria Ojulari Sule; Trevor Pitt e Kate Pemberton; Janek Simon; Stephanie Syjuco; Clare Thornton. Altri eventi satelliti saranno inoltre realizzati su proposta dei partecipanti e gestiti autonomamente, nella sezione unCraftivism.

Per farsi un'idea di un'azione craftivista consiglio di dare un occhio al "Massive Knit Event" organizzato da Anarchist Knitting Mob in Washington Square Park per onorare la morte dell'attivista e urbanista Jane Jacobs.

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