La Dama con l' ermellino, capolavoro della settimana

E’ con grande piacere che scrivo del ritratto della mia omonima, Cecilia Gallerani, raffigurata da Leonardo tra il 1489 e il 1490 e nota al pubblico come La Dama con l’ ermellino.

Questa sottilissima tavola raggiunse Cracovia negli anni della guerra franco-prussiana, ancora oggi il dipinto è esposto in Polonia e versa in uno stato di conservazione buono, non presentando estesi rifacimenti se non nello sfondo, sul quale è stato steso uno strato di colore nero uniforme, forse ad opera di Eugène Delacroix.

Amata da Ludovico il Moro, dal quale ebbe un figlio illegittimo prima del matrimonio di questi con Beatrice d’ Este, Cecilia ha sedotto intere generazioni di critici d’arte probabilmente perché dà corpo a uno dei temi più falsati dalla pittura italiana: la rappresentazione della componente femminile.

Mentre Vittorio Sgarbi si è pubblicamente lamentato del fatto che la Dama non lo guarda, Federico Zeri, anni fa, scrisse pagine bellissime.. se nel dipinto si deve realmente riconoscere l' amante di Ludovico, non si può non vedere come Leonardo abbia reso questa donna e la sua bellezza fisica senza ricorrere a connotati erotici, e senza neppure oscillare verso l’alternativa che il cattolicesimo riserva all’ immagine femminile, per cui l’ aspetto della donna viene caricato di connotati psicologici tristi e dolorosi, per un perenne confronto con la Madre di Dio. Il ritratto è prima di tutto il documento di uno status mai più raggiunto per secoli, una condizione di apertura mentale e intellettuale, uno sguardo egualitario nei confronti dell’ uomo.

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