12 anni di Generative Art

generative art congress

Su questo blog ho parlato spesso di arte digitale e in particolare di arte generativa e software art, quell'arte che nasce dalla possibilità di lavorare direttamente sul, da e attraverso il codice manipolandolo.

È proprio l'Italia, grazie al lavoro di Celestino Soddu ed Enrica Colabella (architetti e docenti universitari), da 12 anni ospita Generative Art, una conferenza internazionale a cui partecipano artisti, accademici e ricercatori di tutto il mondo. Arte, musica, architettura, industrial design, web art, poesia, visual grammar, design approach, teaching theory, matematica, ambienti virtuali, letteratura, vita artificiale, intelligenza artificiale, cellular automata, performances, comportamento artificiale, comunizione, robots generativi, meccatronica, NanoArt: sono questi i principali campi di ricerca e di applicazione dell'arte generativa rappresentati nella conferenza, che ci forniscono un'idea del tipo di approccio e delle infinite ricadute che questo tipo di arte squisitamente contemporanea implica.

La conferenza si svolge annualmente al Politecnico di Milano nell'arco di circa una settimana, con sessioni plenarie: l'organizzazione e il finanziamento dell'iniziativa è a carico degli ideatori e dei partecipanti, visto che per scelta non ci sono sponsor. Vorrei inoltre segnalarvi il sito dove potrete scaricare e consultare liberamente tutti i materiali della conferenza a partire dal 1998: in questo senso, una vera miniera di informazioni per chi fosse interessato a una panoramica sui principali riferimenti artistici e concettuali del settore.

Quest'anno ho avuto occasione di partecipare al convegno (purtroppo solo per un giorno a causa di imprevisti lavorativi) e sono rimasta colpita non solo dalla qualità degli interventi e dall'ambiente realmente internazionale (poche tutto sommato le presenze italiane rispetto a paesi come Giappone, Canada e con mia grande sorpresa anche Medioriente: Iran, Iraq, Algeria...), ma anche dal tipo di aria che si respirava: una comunità realmente indipendente di studiosi e sperimentatori che incontra per ascoltare, confrontarsi, aggiornare le proprie conoscenze.

Vi potrà sembrare banale, ma l'assenza di sponsor e la scelta di procedere con sessioni plenarie (ovvero: tutti ascoltano gli interventi tutti, evitando qualsiasi sovrapposizione nel programma) sono due indicatori molto significativi del clima e dell'impostazione data dagli organizzatori, a cui faccio i miei complimenti in attesa di Generative Art 2010.

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