Che differenza c'è tra Eataly e una galleria d'arte?

Sono molto contenta di presentarvi questa intervista che abbiamo realizzato insieme a Fake Press e a Squatting Supermarkets, finalmente online dopo un lungo periodo di gestazione.

Spessissimo vi ho presentato progetti artistici ambientati in supermercati, centri commerciali, progetti che riflettono e si interrogano sul nostro rapporto con le merci e con il consumo e finalmente arriviamo a discutere di arte e tecnologia direttamente con i gestori di uno store del tutto particolare: Eataly.

Per chi non conosesse Eataly, si tratta di un progetto legato alla filosofia Slow Food che raccoglie una serie di produttori locali distribuendoli presso i suoi punti vendita: non esito a definirli una versione attuale di musei dedicati alla cultura del cibo, in cui gli elementi esperienziali di design e di relazione con il pubblico sono il frutto di studio approfondito. Tanto che la sede di Torino (che vedete nel video) ospita non solo un vero e proprio museo del cibo, ma anche mostre ed eventi culturali.

All'intervista ha risposto Dino Borri, dello staff di Eataly, dopo che nello store aveva preso vita una peculiare "gita in realtà aumentata" utilizzando dei QRcode e i loghi dei prodotti per visualizzarne le informazioni su un Iphone, riproponendo in un ambiente reale quanto avveniva nell'instalazione Squatting Supermarkets: un supermercato interattivo in realtà aumentata. Come potete ascoltare, l'interazione con il pubblico, la possibilità di ibridare arte e strategie commerciali, l'uso di tecnologie digitali e il design dell'interazione sono stati infatti i principali argomenti di confronto.

Ma quello su cui desidero far riflettere gli attenti lettori di un blog che si occupa di arte è il finale dell'intervista. A Dino Borry abbiamo rivolto una domanda molto interessante: che differenza c'è fra Eataly e una galleria d'arte? E la risposta di Borri ci lascia completamente soddisfatti: "Nessuna. Eataly è forse meglio di una galleria d'arte perchè le nostre opere sono accessibili a tutti...".

E voi che ne pensate? Che differenza c'è fra una galleria d'arte e un supermercato nell'era contemporanea?

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